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SONO FURBI MA NON ABBASTANZA PER DARCELA A BERE

“Bollette dell’acqua, avanti piano. Aumenti solo dell’1% l’anno fino al 2027”
“Acqua non salata grazie alle banche. Tariffe con aumenti sotto l’1% “

Così titolavano i quotidiani locali il 20 febbraio scorso. Parola di Nuove Acque , anzi della Signora
Menabuoni e del Signor Nannini rispettivamente Amministratore Delegato e Presidente della
società che dal 1999 ha in gestione , per grazia ricevuta, l’acqua che sgorga dai nostri rubinetti.
Ma non sta affatto così e, se anche fosse, agli utenti spetterebbe ben altro che gli aumenti
tariffari.

Per prima cosa la media degli incrementi tariffari riportata nel Piano Economico Finanziario di qui
al 2027 è dell’1,5% per anno, ovvero il 50% in più di quanto pomposamente annunciato dai
maggiorenti di Nuove Acque con gran gaudio dell’Assessore del Comune di Arezzo Sacchetti e del
Sindaco di Foiano della Chiana Sonnati.
In secondo luogo c’è da chiedersi chi mai possa , oggi, garantire a cittadini e utenti che nei
prossimi anni non ci saranno aumenti delle tariffe maggiori di quelli annunciati, come invece
l’esperienza del passato insegna?
E comunque la verità non detta è che quest’anno , senza la furbata dell’inserimento nel piano
tariffario di 21.880.000 di euro per indebiti conguagli, le tariffe anziché aumentare dell’1,4%
dovevano diminuire del 10% .
In egual misura sarebbero dovute calare le tariffe del biennio passato e parimenti diminuire
quelle degli anni a venire.

In sostanza gli utenti di Nuove Acque si devono sobbarcare il carico di una bidonata da 22
milioni di euro grazie all’atteggiamento assenziente dei Sindaci del territorio ( escluso quello di
Sansepolcro) che nel luglio 2016 o non si accorsero o non capirono né la portata né l’illegittimità
della patacca inserita nella proposta di delibera per l’approvazione della predisposizione tariffaria
2016-2019 con annessi e connessi, ivi compreso l’assenso all’estensione della concessione a
Nuove Acque fino al 2026 e oltre.
Becchi e bastonati : I cittadini oltre ad aver dovuto sopportare per oltre un decennio (2000-2011)
di pagare tariffe superiori del 30% il limite di prezzo fissato dalla legge, sono ora chiamati a
sborsare, un tot all’anno, ulteriori 22 milioni di extracosti tariffari per soddisfare la pretenziosa
richiesta del gestore di poter incamerare questi soldi a fronte di pretestuosi quanto ingiustificati
conguagli .

Questi sono gli importi, anno per anno, dell’indebito onere caricato in bolletta:

2016 = € 657.544; 2017 = € 3.073.471; 2018 = € 5.042.044; 2019 = € 4.514.212;
2020 = € 3.522.769; 2021= € 2.524.131; 2022 = € 1.600.000; 2023 = € 819.235;
2024= € 96.138; 2026 = € 30.526; TOTALE € 22.879.800

Per quanto ci riguarda agiremo in ogni sede opportuna per far valere il diritto dei cittadini a non
esser considerati polli da spennare.

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IL TAR NON ENTRA NEL MERITO E RESPINGE IL NOSTRO RICORSO CONTRO I RIMBORSI

IL TAR NON ENTRA NEL MERITO E RESPINGE IL NOSTRO RICORSO CONTRO I RIMBORSI BEFFA DEL 2013 CON TANTI SALUTI A CHI FIDAVA NELLA GIUSTIZIA !

Giusto un mese fa tre magistrati del TAR della Toscana, senza entrare nel merito della questione, hanno dichiarato inammissibile il ricorso che avevamo depositato il 4 gennaio 2014 a difesa del diritto degli utenti aretini di ricevere indietro 2,5 milioni di euro da Nuove Acque e di quello degli altri utenti toscani di riaverne un’altra decina. Soldi indebitamente pagati a titolo di remunerazione del capitale investito, nel periodo luglio-dicembre 2011, dopo cioè che tale componente era stata espunta dal metodo tariffario con il referendum abrogativo del giugno dello stesso anno.
Il ricorso si basava sul fatto che nell’ottobre del 2013 il Direttore Generale dell’Autorità di Ambito (A.I.T.), con l’avallo dei 13 Sindaci componenti il Consiglio Direttivo dell’Autorità medesima (organo in cui figuravano anche i primi cittadini di Arezzo e Sansepolcro), aveva di fatto decretato che i gestori toscani potevano trattenersi (e così fecero) quasi l’intero ammontare indebitamente incassato nel 2011 facendo sì che agli utenti venisse restituito solo il 6% di quanto loro spettava.
Ad esempio agli utenti di Nuove Acque tornarono indietro complessivamente 161.000 euro invece dei 2.533.000 dovuti . Una vera e propria beffa!

“INAMMISSIBILE PER DIFETTO DI INTERESSE ALL’IMPUGNAZIONE .”
E’ questa la motivazione con cui, a distanza di quattro anni , una terna di giudici amministrativi in vena di argomentazioni astruse ha respinto la richiesta tesa ad ottenere la riparazione del torto subito. Un torto che per i soli utenti di Nuove Acque vale qualcosa come 2,5 milioni di euro.
Per giunta i giudici, forse non ritenendo opportuno riconoscere ai ricorrenti la sussistenza dei giusti motivi del ricorso, hanno pure condannato Comitato e Forum per l’Acqua Pubblica al pagamento delle spese legali sostenute dalle controparti A.I.T. e Nuove Acque . Totale 5.000 euro.
Tranquilli ci frugheremo in tasca e li pagheremo, con difficoltà ma li pagheremo .
Di certo non faremo come fanno lorsignori quando perdono le cause e pagano le spese legali con i soldi incassati con le bollette dell’acqua pagate dagli utenti.

23 febbraio 2019 COMITATO ACQUA PUBBLICA AREZZO

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