A.S.A. (Livorno) e ACQUE (Pisa) ancora due proroghe delle concessioni.

A.S.A. (Livorno) e  ACQUE (Pisa) ancora due proroghe delle concessioni: “Signorsì” dei Sindaci all’imperio del mercato?

Egregi Sindaci,

dopo la ratifica da parte di AIT della proroga a Nuove Acque nel gennaio scorso, ecco farsi avanti Acque ed ASA: entrambe aspirano a gestire il servizio idrico dei rispettivi territori fino al 2031, e per entrambe si tratterebbe di ricevere l’avallo per la seconda volta.

Il copione si ripete. Le motivazioni addotte sono sempre le stesse: prolungare i tempi per consentire di effettuare gli investimenti, spalmando i debiti contratti su periodi più lunghi, e riducendo così l’aggravio sulle bollette. Lo abbiamo imparato a memoria.

Quello che invece la maggior parte di voi sembra ignorare è il conclamato fallimento del modello pubblico/privato, il cosiddetto “modello toscano” di gestione dell’acqua. Inoltre, almeno dal 2011, anno dei referendum, i cittadini hanno chiesto in massa un’inversione di rotta: ripubblicizzare in senso democratico e partecipativo.

Da allora, nessun cambio di sistema; tutt’al più qualche sparuta dichiarazione che rinviava la ripubblicizzazione alla scadenza naturale delle Concessioni. Che dire adesso? Si passa a piè pari sui principi ispiratori dei referendum e su coloro che li hanno condivisi; e, di proroga in proroga, si lascia che il bene comune per eccellenza resti sottomesso alle leggi di mercato, a leggi privatistiche.

Anzi, la questione è ancora più torbida. Nell’AIT si agisce secondo la convenienza: essenzialmente l’acqua viene ritenuta e trattata come “bene” di interesse economico, ma in certi casi fa comodo dimenticarlo. La proroga delle Concessioni è uno di questi. Vale la pena ricordare che l’ANTITRUST (AS 1520 – 9/7/18) ha dichiarato illegittima la proroga di una Concessione per i campi sportivi poiché “è sempre necessario esperire una gara per assicurare il rispetto dei principi dell’Unione Europea e la contendibilità del mercato”.  Questo non vale per il servizio idrico!?

Da tenere in conto poi che le proroghe concesse ai gestori andrebbero a confliggere con il Progetto di Legge di iniziativa Parlamentare n° 52, che proprio il 25/10 ha iniziato il suo percorso in Commissione Ambiente, e prevede un possibile maggior indennizzo ai Soci privati per la recessione, con l’affidamento a un nuovo soggetto di diritto pubblico (art.10 comma 6). Sarebbe pertanto opportuno considerare sin d’ora che l’approvazione di tale normativa potrebbe dare avvio a un contenzioso giudiziario; oltre a puntualizzare le responsabilità riguardo a un eventuale indennizzo danni, da parte di coloro che daranno l’assenso per un ulteriore allungamento delle Concessioni.

In questo contesto, sicuramente tempestiva l’uscita dell’ultimo minuto da parte del Sindaco di Firenze, Nardella: prorogare la Concessione a Publiacqua fino al 2024, con tariffe bloccate e prospettiva di ripubblicizzazione. Complimenti per lo spot elettorale!

Il fatto è che permangono gravi problemi di democrazia calpestata. Già avevamo evidenziato nel caso di Nuove Acque, e torna in ballo l’interrogativo per Acque ed ASA (forse per Publiacqua): come può l’affidamento agli attuali gestori, sottoscritto solo dopo l’approvazione dei Consigli Comunali, essere oggi prorogato per decisione esclusiva dei Sindaci? Per non parlare di un atto che sarebbe giusto e doveroso onorare: la consultazione dei cittadini.

Insomma, le norme divengono elastiche, sempre a favore dei più forti. Qualche volta però l’eccezione conferma la regola. E’ il caso della sostituzione di Camaiore con Pontremoli, nell’ambito dell’Assemblea di AIT. L’Autority regionale è stata infatti costretta dal TAR come dal Consiglio di Stato ad effettuare il cambio suddetto, per rispetto della legge regionale 69/11, in merito alla presenza di Comuni con grande estensione territoriale ma poco abitati, e dei comuni disagiati. Avevano provveduto a far modificare la prescrizione ma, stavolta si è rammentato: la legge non è retroattiva.

  Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua               

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Il nostro commento sul SI’ della Camera alla discussione urgente della PdL sull’Acqua Pubblica.

Il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo commenta con
soddisfazione la notizia del “Sì” di Montecitorio che prelude alla
volontà della maggioranza dei parlamentari di rispettare una
volta per tutte la volontà espressa dai cittadini con il voto sui
Referendum del 2011 in ossequio al principio che la sovranità
appartiene al popolo il quale aveva chiaramente detto basta al
business dell’acqua , alle finalità di lucro e alla sua mercificazione.
L’acqua è un bene comune, primario e universale che deve essere
sottratto alle leggi del mercato e del profitto.

CAMERA DEI DEPUTATI RICHIESTA DI DISCUSSIONE URGENTE DELLA PROPOSTA DI LEGGE
PARLAMENTARE SULL’ACQUA PUBBLICA PRESENTATA DALL’ON. DAGA (M5S)
La Camera dei Deputati ha detto SI’ alla discussione urgente della
proposta di legge parlamentare sull’acqua pubblica , che quindi sarà
presto esaminata in Commissione Ambiente per essere poi discussa e
votata in Aula entro dicembre .
La votazione si è conclusa con 278 voti a favore di M5S e Lega, 89 voti
contrari di Forza Italia e 124 astenuti tra PD e FdI

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Le tariffe di Nuove Acque sono legittime ?

Mentre a livello nazionale c’è già stata l’approvazione  da parte dell’Autorità competente degli aggiornamenti tariffari 2018-2019 proposti da  alcuni  Gestori  e quelli di altri sono in corso di approvazione, per  Nuove Acque  manca ancora l’approvazione delle tariffe praticate agli utenti negli anni 2016 ,2017 e 2018 per effetto della improvvida decisione presa due anni fa dai Sindaci del territorio – ratificata poi dall’Assemblea AIT del 22 luglio 2016 – di approvare le  contestate  “Predisposizioni tariffarie per il quadriennio 2016-2019” gonfiate, a nostro avviso, dai 22 milioni di euro che Nuove Acque ha preteso di ricalcolare in tariffa a fronte di altrettante anticipazioni di canoni concessori  che – a loro dire – sarebbero state corrisposte ai Comuni tra il 2000 e il 2011 senza essere computate nelle tariffe praticate agli utenti.

All’epoca ci opponemmo fortemente denunciando sul web e su stampa quella che ritenevamo essere una furbata in danno dei cittadini-utenti  e nell’ottobre del 2016  presentammo al riguardo  un esposto all’Autorità nazionale competente (AEEGSI) che dovrebbe aver aperto una istruttoria forse non ancora conclusa .

Fatto sta che ad oggi risultano essere state approvate tutte le predisposizioni tariffarie degli altri sei Gestori toscani – per ultime quelle di ASA e GEAL agli inizi di novembre 2017 –  ma non quelle di Nuove Acque.

25 settembre 2018

Comitato Acqua Pubblica Arezzo

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Acqua pubblica: confronto importante ed efficace con il Presidente della Camera

Lunedì 30 luglio assieme a numerosi altri comitati territoriali abbiamo partecipato a Montecitorio all’incontro tra il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e il Presidente della Camera, Roberto Fico, in cui si è avviato un confronto per dare finalmente una concreta e reale attuazione all’esito referendario del 2011 e quindi giungere ad una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico integrato in Italia.

Nel corso dell’incontro sono stati toccati molteplici aspetti della battaglia per l’acqua bene comune ; dal locale al nazionale passando per le questioni di carattere internazionale e gli attivisti del movimento per l’acqua ne hanno efficacemente rappresentato la ricchezza e persistenza.

Nei vari interventi abbiamo denunciato i tentativi di elusione e cancellazione dell’esito referendario messi in campo in questi anni e il fatto che i processi di privatizzazione proseguano, anche mediante il prolungamento delle concessioni esistenti , fusioni e aggregazioni tra aziende, affidamento alle multiutility e attraverso la predisposizione di un sistema tariffario da parte di ARERA volto alla massimizzazione del profitto.

Nello specifico, congiuntamente agli altri comitati, abbiamo sottoposto al Presidente Fico le seguenti richieste:

  • un pronunciamento politico esplicito sul fatto che l’applicazione dell’esito referendario significa costruire un provvedimento legislativo che, da una parte, sancisca che la forma di gestione dei servizi pubblici locali è unicamente quella effettuata tramite Enti di diritto pubblico (aziende speciali e aziende speciali consortili) e, dall’altra, intervenga seriamente sul sistema di finanziamento del servizio idrico a partire dalla reale eliminazione di qualsiasi voce riconducibile al profitto;

  • l’impegno alla calendarizzazione immediata della legge per l’acqua pubblica nella versione aggiornata e depositata nella scorsa legislatura dall’intergruppo parlamentare per “l’acqua bene comune”;

  • l’impegno a mettere in campo tutte le iniziative necessarie per togliere ad ARERA le competenze in materia di servizio idrico integrato e riaffidarlo al Ministero dell’Ambiente, oltre a mettere uno stop alla vessatoria pratica dei distacchi e garantire realmente il quantitativo minimo vitale a tutti gli utenti;

  • l’impegno ad apportare modifiche al Decreto Ambientale (D.Lgs 152/2006) a partire dall’eliminazione di tutte le novità introdotte dallo Sblocca Italia che puntano alla concentrazione della gestione che esautorano gli Enti Locali da ogni possibilità di decidere, anche e soprattutto mediante l’approvazione di leggi regionali.

Il Presidente Fico ha tenuto a ribadire il suo impegno sul tema dell’acqua pubblica anche e soprattutto perchè ha costituito una parte rilevante del suo attivismo politico negli anni passati e ha voluto sottolineare il merito del movimento per l’acqua rispetto al continuo e persistente stimolo della partecipazione della cittadinanza alla vita politica del paese in particolare sul tema dell’acqua e dei beni comuni.

Inoltre, il Presidente Fico ha confermato in maniera esplicita che l’applicazione dell’esito referendario passa esclusivamente attraverso forme di gestione quali gli Enti di diritto pubblico, aziende speciali e aziende speciali consortili, escludendo qualsiasi forma di società di capitali ancorchè a totale capitale pubblico.

Punto molto importante che il Presidente della Camera ha voluto ribadire è il suo impegno, nei limiti del ruolo che gli compete, a favore dell’avvio in tempi brevi della discussione della legge sull’acqua che abbia le caratteristiche di cui al punto precedente.

Abbiamo anche apprezzato la presa di posizione del Presidente in merito alla necessità che, nelle more della discussione della legge per l’acqua pubblica, si interrompano tutti i processi di privatizzazione avviati e non si proceda a procrastinare quelli esistenti.

Il nostro auspicio è che gli importanti impegni presi dal Presidente della Camera siano mantenuti, a partire dall’immediata calendarizzazione della legge per l ‘Acqua e la sua gestione pubblica, fuori dalle logiche di mercato.

Come Comitato Acqua Pubblica aderente al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ci teniamo a sottolineare la positività del confronto svoltosi lunedì a Montecitorio e ribadiamo che proseguiremo a mettere in campo tutta la nostra passione e l’ impegno per giungere finalmente alla reale attuazione della volontà popolare e ad una gestione pubblica e partecipativa dell’acqua.

Arezzo, 01 agosto 2018. Comitato Acqua Pubblica Arezzo

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