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Coingas e i bruscolini

GIUSTO INDIGNARSI PER LE SCANDALOSE CONSULENZE  COINGAS MA  448.000 EURO PAGATI AGLI AMICI DEGLI AMICI  SONO BRUSCOLINI RISPETTO AI  20 MILIONI DI EURO  ELARGITI  DA NUOVE ACQUE AI SOCI FRANCESI DELLA SUEZ  E AI LORO CONSOCI  PER IMPROBABILI PRESTAZIONI ACCESSORIE.

 

Come potremmo non essere d’accordo con quei sindaci e quei politici che in questi giorni manifestano indignazione e sconcerto per lo scandalo delle consulenze abnormi, incongrue e spropositate  elargite da Coingas tra il 2017 e il 2018 ad avvocati e commercialisti “amici” senza che vi fosse alcuna utilità per la società pubblica controllata dai Comuni ?

La “bufera  Coingas” scoppiata una settimana fa  a seguito di indagini, intercettazioni e perquisizioni disposte dalla Procura della Repubblica di Arezzo ha occupato per giorni le pagine di  quotidiani e media locali. Giusto. 448 mila  euro  di consulenze non sono mica noccioline! Son soldi regalati, cifre spropositate sottratte ai legittimi destinatari, i Comuni. E bene han fatto sindaci e politici ad indignarsi e gridare allo scandalo. Prima ancora ha fatto bene la Magistratura ad intervenire.

Alla luce di questi fatti viene da chiedersi  come mai nessuno di questi paladini della legalità a senso alternato abbia mai fatto una piega di fronte allo sperpero di denaro che da vent’anni a questa parte vien fatto da una società partecipata dai medesimi comuni qual’ è Nuove Acque che elargisce  ai due soci industriali ( Suez e Acea) centinaia di migliaia di euro l’anno per improbabili consulenze (altrimenti definite “prestazioni accessorie”) con palese  decremento degli utili d’esercizio,  quindi a discapito dei Comuni e dell’interesse pubblico che essi dovrebbero tutelare.

In merito alla concreta configurazione delle suddette “prestazioni accessorie” abbiamo più volte fatto osservare ai Sindaci (in primis a quelli di Arezzo)come in tal modo vengano riconosciuti dei corrispettivi ai soci privati anche per attività che risultavano ampiamente previste nel bando di gara per la scelta dei soci privati cui affidare fattualmente la gestione ed  è assurdo dover  pagare 22 Milioni di euro, spalmati un tanto all’anno, per i 25 anni  della concessione  per prestazioni di know-how e consulenza. Ma questi esperti acquaioli francesi non  erano stati scelti proprio perché dovevano apportare nella costituenda società di gestione  le loro mirabolanti capacità tecnico-organizzative ? Non bastava avergli assicurato una rendita annua del 7% sul capitale che investivano ?

Val la pena segnalare ai  Sindaci , ai maggiorenti politici, ai pubblici amministratori , ai membri dei vari Collegi sindacali, ai consulenti dell’AATO, ai sindaci revisori , ai contabili di società di revisione e alla Magistratura contabile che i costi annuali di queste fantomatiche prestazioni accessorie sono stati e sono tuttora rilevanti e vanno ad incidere sul conto economico e sul risultato della gestione.

Se dunque è doveroso ritenere un fatto grave e riprovevole  i 448 mila euro  spesi da Coingas per “consulenze” commissionate a professionisti “amici” va anche detto che sono bruscolini a confronto dei 22 Milioni di euro elargiti per fantomatiche consulenze ai soci industriali di Nuove Acque.

Perciò ci piacerebbe che  Sindaci e politici, una volta tanto,   venissero colti da un soprassalto d’indignazione anche nei confronti del reiterato sperpero di denaro per consulenze di nessuna utilità che vien fatto da Nuove Acque.

Arezzo  10/07/2019

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Il Tribunale di Arezzo dà ragione agli utenti sul rimborso della depurazione Respinto l’appello proposto da Nuove Acque

Il Tribunale di Arezzo, con una recentissima sentenza (n. 510/2019), a firma del Dott. Antonio Picardi, ha respinto l’appello  presentato da Nuove Acque Spa, contro la sentenza pronunciata dall’Ufficio del  Giudice di Pace di Arezzo, nella persona del Giudice Dr.ssa Carla De Santis, confermando il diritto dell’utente al rimborso degli importi indebitamente corrisposti a Nuove Acque, a titolo di quota di tariffa per la depurazione, a far data dal 3 ottobre 2000.

La causa aveva preso il via dal ricorso presentato da un utente M. F., assistito dallo Studio Legale Ponziani, di Città di Castello, al quale, pur non essendo servito da alcun impianto di depurazione, era sempre stata addebitata la quota di tariffa relativa alla depurazione, non dovuta a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008 ( che ha dichiarato la illegittimità di tale balzello, in mancanza del relativo servizio).

Tale quota era stata solo parzialmente rimborsata al medesimo, per il periodo successivo al 15 ottobre 2003; mentre veniva negato ogni rimborso per il periodo precedente ( 3 ottobre 2000/ 14 ottobre 2003).

In particolare l’utente, a titolo di depurazione, dal 2000 al 2003 aveva pagato oltre 400 euro, somma di cui aveva richiesto il rimborso a Nuove Acque, senza ottenere alcun riscontro.

Con la sentenza di primo grado, veniva quindi riconosciuto all’utente il diritto al rimborso della somma di €. 404,17, oltre interessi legali, e venivano disattese le eccezioni di Nuove Acque; in particolare veniva accolto quanto sostenuto dall’Avv. Ponziani, secondo cui alla fattispecie deve ritenersi applicabile l’art. 2946 del Codice Civile, che prevede la prescrizione ordinaria decennale del diritto al rimborso di somme indebitamente corrisposte, trattandosi di indebito oggettivo, ai sensi dell’art. 2033 c.c. Già in primo grado, Nuove Acque veniva anche condannata al pagamento delle spese legali.

Nei confronti della sentenza, veniva però proposto appello davanti al Tribunale di Arezzo, eccependo asseriti difetti delle sentenza di primo grado; senonchè, il Tribunale ha rigettato integralmente l’appello, e confermato il diritto del sig. M.F. al rimborso, condannando altresì Nuove Acque al pagamento delle spese legali, ed anche al pagamento di un ulteriore contributo unificato, per essere stato l’appello rigettato integralmente.

 La sentenza, assume una particolare importanza, per tutti gli utenti di Nuove Acque non serviti all’epoca da impianti di depurazione funzionanti, ai quali il gestore non ha rimborsato tutte le somme spettanti, che potrebbero complessivamente ammontare a qualche milione di euro.

Si calcola infatti che gli interessati siano diverse migliaia di utenti, i quali potranno far valere nei confronti del gestore, in presenza delle condizioni di legge, il diritto al rimborso integrale delle somme indebitamente corrisposte.

Per qualunque informazione è possibile rivolgersi al Comitato Acqua Pubblica di Arezzo , il lunedì  dalle 16 alle 18 presso la sede del Centro Enrico Berlinguer in Largo 1° Maggio  n. 80 Arezzo . Il martedì dalle 9 alle 12,30 presso il Circolo ACLI di San Leo – Arezzo . 

 

 www.comitatoacquapubblica.it              comitatoacquapubblica@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

Avv. Sandro Ponziani

 

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