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“Paghiamo solo il dovuto per legge, rispettando l’esito delle consultazioni del 2011”, sostengono i comitati che si oppongono allo sfruttamento dei beni comuni per fare profitti. Ma la utility Nuove Acque, partecipata da Mps e Etruria, di cui sono soci anche i Comuni, la francese Suez e la romana Acea, è passata al contrattacco. Partito esposto alla Procura e ricorso d’urgenza per chiedere il ripristino…
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Comunicato stampa 8 aprile. Oltre il danno, la beffa!

COMITATO ACQUA PUBBLICA DI AREZZO
Organizzazione per la tutela dei cittadini

Ieri mattina presso la sede AIT di Arezzo, i rappresentanti del Comitato , accompagnati da una nutrita delegazione di cittadini, hanno potuto presenziare alla riunione di Sindaci e Assessori dei Comuni partecipanti alla Conferenza Territoriale n°4 -Alto Valdarno- che era stata convocata per prendere visione e approvare alcune proposte di modifica al Regolamento del Servizio di Acquedotto avanzate da Nuove Acque oltre che per discutere delle problematiche emerse con l’applicazione della nuova articolazione tariffaria da parte della società di gestione che ha prodotto aumenti ingiustificati delle bollette 2016.
Oltre ai tre funzionari e al Direttore dell’AIT venuti appositamente da Firenze, hanno partecipato alla riunione soltanto 10 dei 36 Comuni convocati . Erano presenti i rappresentanti di: Arezzo, Bibbiena, Castel Focognano, Castiglion Fiorentino, Chianciano Terme, Civitella Valdichiana, Laterina, Montepulciano, Monte San Savino e Sansepolcro. Due Comuni erano forse rappresentati per delega (Cortona e Foiano della Chiana ?)
Con l’illustrazione da parte del DG AIT Mazzei delle proposte avanzate da Nuove Acque è apparso evidente che alcune delle modifiche al Regolamento – Carta del Servizio risultavano differire dalle Linee Guida stabilite dall’Autorità Idrica Toscana stessa e, su proposta dell’Assessore Sacchetti – delegato dal Sindaco di Arezzo – è stato deciso di procedere all’inclusione di misure anche discordanti dalle Linee Guida AIT che però comportino condizioni migliorative per gli utenti .
Per quanto riguarda invece gli altri punti difformi proposti da Nuove Acque, è stato deciso di uniformarli alle Linee Guida . Qualche approfondimento in più c’è stato sulla disciplina degli allacci (es: punto di consegna e dislocazione contatore) e sulle perdite occulte che da ora in avanti verrebbero conteggiate a prezzi inferiori degli attuali (da verificare), poi è stato trattato il tema della gestione delle morosità.

Su questo argomento la proposta di Nuove Acque prevedeva che alle utenze morose venisse ridotto il flusso di portata per 20 giorni , dopodichè ,al perdurare della morosità , sarebbe stata sospesa l’erogazione dell’acqua ad esclusione delle utenze cosiddette agevolate ( quelle con ISEE inferiore a 8.030 euro) alle quali non si sarebbe applicato un termine temporale della limitazione del flusso.

Tra la sorpresa dei cittadini presenti alcuni Assessori sono intervenuti chiedendo non già l’immediata applicazione della norma di legge vigente dal 2 febbraio 2016 che stabilisce che venga garantito , ai morosi, il minimo quantitativo vitale necessario al soddisfacimento dei bisogni fondamentali senza limiti temporali, bensì l’estensione del periodo di riduzione del flusso da 20 a 60 giorni .

A nulla sono valsi gli insistiti richiami alla legge da parte dei membri del Comitato, prima con richieste orali e foglietti scritti passati a qualcuno dei Sindaci presenti , poi , durante una sospensione della seduta, con la richiesta esplicita rivolta a loro dal presidente del Comitato di modificare la proposta nel senso che – per le sole utenze domestiche residenti – trascorso il termine di 60 giorni con flusso ridotto, il gestore, allo scopo di salvaguardare l’interesse della generalità degli utenti, anziché procedere alla sospensione totale del servizio attivasse le vie legali per il recupero delle morosità, quelle che l’Ordinamento giudiziario mette a disposizione di chiunque intenda recuperare un credito esigibile.

Purtroppo alla ripresa dei lavori l’Assessore Sacchetti, che presiedeva la riunione, ha aperto la discussione sull’altro argomento all’ordine del giorno, quello delle tariffe 2016 , considerando chiuso il punto sulle morosità , senza che neanche uno dei Sindaci e degli Assessori presenti eccepissero alcunchè.

Ciò ha suscitato nei cittadini presenti grande disappunto , esternato con borbottii e qualche tentativo d’intervento verbale ( peraltro non consentito ), per esprimere critiche e dissenso , diversi se ne sono andati irritati, ma dai Sindaci niente: nessuna reazione, seduti ai loro posti, muti come pesci hanno praticamente assecondato i desiderata di chi, infischiandosene del principio per cui nell’imminenza di una delibera applicativa da parte dell’Autorità nazionale competente della norma vigente (art.61- L.221/2015), cautela vorrebbe che in occasione della stesura del nuovo Regolamento fosse immediatamente introdotto il principio della inviolabilità del diritto all’acqua che tale norma vuole riconosciuto.

Che dire poi della “discussione” che c’è stata circa gli inattesi aumenti prodotti dalla fatidica ristrutturazione tariffaria , approvati da Sindaci e Assessori (sempre loro) nel corso di una seduta del dicembre scorso ?
Un vero e proprio tentativo malriuscito di arrampicamento sugli specchi con tirata in ballo di presunte, successive direttive dell’AEEGSI di cui non si sapeva nulla e altre amenità simili buttate là dall’Assessore Sacchetti e confermate da chiari cenni di assenso del Direttore AIT seduto al suo fianco.

Quello che si è capito è che, non in quella che ora è in arrivo, ma nella fattura successiva Nuove Acque praticherà una diminuzione del 5% sulle tariffe che purtroppo però da inizio anno avevano già subìto aumenti di circa il 20% : come a dire che ora bisognerebbe anche ringraziarli !

Un altra “perla” è stata quella dell’annuncio da parte del Direttore AIT che ai Comuni , cui in precedenza erano state rincarate le tariffe con aumento della bolletta annua di oltre il 60% , non verranno conteggiati i consumi per fontane e fontanelle pubbliche. Corbezzoli !
Niente sulla distinzione tra le supposte morosità di chi contesta parte delle fatture e versa l’ 87% degli importi richiesti e le morosità piene ed effettive, niente sul problema contingente degli slacci effettuati a danno degli “obbedienti civili” e sulle difficoltà che da otto giorni patiscono le famiglie ancora distaccate.

Stante l’attuale situazione “sub judice” riteniamo tale comportamento deludente e degno del biasimo dei cittadini che si sentono lasciati soli a contrastare atti palesemente ingiusti e prevaricatori .
Arezzo 8 aprile 2016 Comitato Acqua Pubblica

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