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Arezzo Possibile: distacco del servizio idrico, troppo blanda la risposta del Comune di Arezzo

Ghinelli faccia rispettare la sua autorità di responsabile della salute pubblica”.

Possibile Arezzo si schiera al fianco del Comitato Acqua Pubblica e sostiene tutti i cittadini che in questi giorni rischiano il distacco o hanno visto sospeso il servizio idrico dal gestore Nuove Acque spa. Utenti, giova ricordare, non morosi ma che, obbedendo ai dettami del voto referendario, si autoriducono semplicemente la parte di tariffa ritenuta impropriamente addebitata.

Il comportamento di Nuove Acque Spa è particolarmente censurabile sia in termini etici che rispetto alle norme vigenti. Il diritto all’acqua risulta quale estensione del diritto alla vita affermato dalla Dichiarazione universale dei diritti umani.Esso riflette l’imprescindibilità di questa risorsa relativamente alla vita umana. La risoluzione ONU del 28 luglio 2010 dichiara per la prima volta nella storia il diritto all’acqua “un diritto umano universale e fondamentale”.

Troppo morbida ed impalpabile la risposta delle Istituzioni cittadine di fronte ad un atto inaudito come la sospensione del servizio, prima fra tutte quella del Comune di Arezzo proprietario del 15,89% del capitale sociale di Nuove Acque Spa e di tutta la restante parte pubblica che è comunque l’azionista di maggioranza della società. Ancora una volta il Sindaco Ghinelli, come troppo spesso gli accade, si è limitato alla semplice “letterina” di richiamo all’Autorità Idrica Toscana mentre sarebbero necessarie azioni decise e risolute a difesa dei propri concittadini cui è stato sottratto un diritto primario per la vita, questo anche in virtù del suo ruolo di  massima autorità sanitaria locale.

Possibile Arezzo ritiene illegittimo anche il metodo utilizzato dal gestore per far valere i propri presunti diritti: invece di utilizzare gli strumenti che l’Ordinamento mette a disposizione per esigere il pagamento delle somme contestate, minaccia e talvolta pratica la sospensione della fornitura in violazione della vigente norma di Legge (Art. 61 della Legge 221/2015).

In ultimo va ricordato che il gestore è già stato tutelato e risarcito in anticipo delle morosità future, infatti una componente già presente nella tariffa che pagano tutti gli utenti, anche quelli non “obbedienti”, è proprio il rimborso previsionale dei mancati pagamenti. Anche in virtù di questo aspetto economico, a molti purtroppo sconosciuto, secondo Possibile sembra apparire gratuitamente vessatorio l’atteggiamento tenuto da Nuove Acque spa.

Per questo Possibile invita le Istituzioni e tutti gli aretini a sostenere il Comitato Acqua Pubblica nella propria battaglia di democrazia e, come risposta di cittadinanza attiva, ad aderire alla campagna di “obbedienza civile” in maniera ancora più determinata.

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CHIUSURE ILLEGITTIME DEI CONTATORI: IL COMITATO ACQUA PUBBLICA RISPONDE AL DIRETTORE DELL’AIT E A NUOVE ACQUE

Il Direttore dell’AIT (Autorità Idrica Toscana), Alessandro Mazzei, sostiene, in una lettera che ci ha inviato e che ha reso pubblica, che Nuove Acque e l’AIT agiscono secondo la legge e che quindi le azioni del Comitato Acqua Pubblica tese a far rispettare l’esito referendario del 2011 sono “lesive del corretto rapporto utente-fornitore di un servizio pubblico, nonché dannose per la restante parte dell’utenza, costituita da decine di migliaia di utenti che pagano regolarmente le bollette dei servizi idrici”.

Poi Mazzei ironizza “Può sembrare banale ricordare che una norma, finché non è dichiarata illegittima da parte dell’autorità competente, deve essere applicata.”

Ma se Nuove Acque e AIT rispettano la legge o meno (e ricordiamo che l’esito referendario è un atto avente forza di legge) non lo stabilisce Mazzei e nemmeno Nuove Acque stessa. Lo stabiliscono i giudici: sarà banale ricordarlo ma ciò succede da alcuni secoli nei Paesi del mondo civilizzato. Ma Mazzei e Nuove Acque evidentemente sono rimasti al Medioevo dove i vari signorotti disponevano come volevano dei sudditi.

Quindi se l’AIT e Nuove Acque ritengono che la contestazione di una quota di tariffa effettuata da centinaia e forse migliaia di utenti non sia legittima possono ricorrere, come tutti, al giudice per ottenere quella che secondo loro è giustizia; invece di abusare illegittimamente del loro potere di monopolista chiudendo i contatori e lasciando senza acqua famiglie intere in violazione della 221/2015 che impone ai gestori di garantire un minimo quantitativo vitale di acqua necessario al fabbisogno per sopravvivere, persino ai morosi, figuriamoci agli Obbedienti Civili che morosi non sono.

Questo comportamento dell’AIT e di Nuove Acque potrebbe prefigurare un reato anche alla luce del fatto che ci sono già tre sentenze di tre diversi giudici di pace di Arezzo che su questo tema, non solo hanno dato ragione agli utenti che hanno ricorso ma che hanno persino condannato Nuove Acque alle spese. Ricordiamo inoltre che è tutt’ora pendente un ricorso al TAR Toscana proprio contro l’AIT stessa in materia di rimborsi “farsa” della remunerazione del capitale investito.

Peraltro ricordiamo che in questi anni le varie supposte autorità di controllo e Nuove Acque stessa sono state ripetutamente e sistematicamente sconfitte dal Comitato Acqua Pubblica davanti ai giudici, spesso anche con condanna alle spese: TAR della Toscana, Consiglio di Stato e Giudici di Pace su molti argomenti diversi: tariffe retroattive (800 mila euro ingiustamente addebitate agli utenti e poi restituite dopo sentenza del Consiglio di Stato), rimborso decennale sulla depurazione non dovuta (anziché rimborso quinquennale come di regola fa Nuove Acque), applicazione della quota fissa, rimborso della quota di depurazione anche nel caso di presenza di un progetto mai realizzato e appunto anche l’addebito della quota di profitto dopo che il referendum del 2011 stravinto dai cittadini l’ha cancellata.

Non esiste nemmeno un caso in cui in un contenzioso con il Comitato Acqua Pubblica un giudice abbia dato ragione a Nuove Acque SpA / AIT.

In merito all’esito di questi contenziosi AIT e Nuove Acque ancora non hanno risposto alla nostra richiesta: chi ha pagato per i ripetuti e sistematici errori nell’applicazione delle leggi? Hanno fatto pagare personalmente ai dirigenti oppure i costi si sono ripartititi ingiustamente su tutti gli utenti?

Siccome – nonostante la non risposta – siamo certi della seconda ipotesi (magari questi dirigenti saranno anche stati premiati), non mancheremo nei prossimi giorni di fare un esposto alla Corte dei Conti al fine di verificare le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti.

 

Riteniamo quindi che, più che a noi, l’AIT debba chiedere a Nuove Acque di rispettare la legge vigente ed in primis riallacciare tutti i servizi distaccati.

 

Arezzo, 3 aprile 2016

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Dura Lex sed lex !

Come comitato, abbiamo  fatto il conto di quante sentenze abbiamo vinto. Ad oggi ci siamo rivolti alla magistratura ben 40 volte e per ben 40 volte abbiamo avuto ragione su vari tribunali e su vari argomenti con anche spesse volte la condanna alle spese per Nuove Acque.

Gli argomenti dove abbiamo fino ad oggi vinto sono:

1) slacci d’acqua
2) quota fissa
3) tariffe illegittime con aumenti una tantum  e per di più retroattivi (tra l’altro qui abbiamo vinto sia al TAR Toscana che al Consiglio di Stato, contro sia Nuove Acque che l’AIT Toscana, obbligando il gestore a restituire 800000 euro agli utenti… usci anche un articolo su Il Sole 24 ore)
4) rimborso decennale (anziche 5aa) sulla Depurazione
5) Remunerazione del Capitale Investito
6) Remunerazione del capitale investito applicata anche sulle tariffe attuali (che è tutto un altro tipo di vittoria…)
7) Legge 13 (cioè rimborso della depurazione anche laddove c’è stato un progetto)

Che la guerra, abbia quindi inizio.  8)

https://it.wikipedia.org/wiki/Dura_lex,_sed_lex

Per saperne di più…

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