Ospiti indesiderati, in fuga!

Se gli operatori di Nuove Acque vi suonano il campanello….

Questo comunicato ha qualità di urgenza ed è rivolto sia agli operatori di Nuove Acque, che a tutti gli utenti del servizio idrico che stanno facendo la campagna di obbedienza civile, pagando in bolletta solo quanto scaturito dopo l’esito del referendum del 2011, abrogando la voce “profitto” per il gestore.

(in foto, l’operatore in piena fuga, si nasconde il volto per sfuggire alla fotografia)

Agli operatori della società Nuove Acque  ricordiamo che è pericoloso, personalmente pericoloso, suonare il campanello degli utenti , consegnare loro estratti conto con cifre contestate proferendo minacce orali di sospensione o limitazione del servizio se non si affrettano a pagare, chiedergli di firmare una  sorta di “raccomandata” di Nuove Acque SpA  , come se fossero dei postini. Rischiano di essere denunciati  e risponderne penalmente , personalmente.  Uomo avvisato mezzo salvato.

Agli utenti “Obbedienti Civili” diciamo di richiedere sempre , nome e cognome del dipendente di Nuove Acque che vi chiede di porre anche una “semplice” firma. Deve mostrarvi il tesserino dell’azienda con foto e soprattutto l’autorizzazione per poter operare casa per casa e disturbare le persone.

Tranquilli, basta chiedere queste cose e vedrete … come perderanno subito la sicurezza ostentata nell’annunciarvi che se non pagate vi staccheranno l’acqua. E come cercheranno di dileguarsi il più presto possibile, senza lasciare traccia alcuna.

Se non vi daranno nome, cognome, tesserino ed autorizzazione nel rilasciarvi fogli A4 protocollati da loro stessi e nell’apporre firme, allora fategli una foto, vedrete come cercheranno (invano) di coprirsi in volto. Oppure fate delle foto alla auto aziendale, senza temere alcunché, anche se vi urlassero… “ora chiamo i carabinieri”. Tranquilli, è un bluff.  Se ne andrà velocemente , come successo questa mattina ad un utente aretino.

Comunque documentate, perché da ora in avanti i tentativi diretti ad incutere timore saranno denunciati penalmente dal Comitato Acqua Pubblica Arezzo.

I nostri sportelli sono sempre aperti.

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Il COMITATO in risposta al comunicato di NUOVE ACQUE dell’ 11 ottobre 2016

IL COMUNICATO DI NUOVE ACQUE dell’ 11 ottobre 2016

Laterina: completata la prima fase per il collettamento alla depurazione di Ponticino
Nuove Acque ha completato i lavori a Ponticino per collegare alla depurazione le acque reflue provenienti dalla zona sud (Ponticino centro) e della zona sud-est (zona artigianale località Casa Poggiolini) di Ponticino (comune di Laterina. Pergine Valdarno e Civitella in Val di Chiana) e della località Impiano (comune di Laterina). Il collettore e gli impianti di sollevamento realizzati sono già attivi al servizio di oltre 1250 abitanti. 
I lavori così ultimati sono stati presentati oggi dal Presidente di Nuove Acque, Paolo Nannini, Catia Donnini, Sindaco di Laterina e Simona Neri, Sindaco di Pergine Valdarno, presso la sede comunale di Laterina.
I lavori sono stati resi possibili grazie a un investimento della società di circa 900mila euro. Più nel dettaglio, le opere realizzate consistono nell’installazione di 3,7 km di tubazioni fognarie
5 pozzetti sfioratori
4 stazioni di sollevamento
Inoltre, sono state realizzate diverse opere particolari, quali gli attraversamenti del torrente Ganascione e del fiume Arno, due ferrovie (Firenze – Roma) e un tratto dell’autostrada A1 (Milano – Napoli).

IL COMMENTO DEL COMITATO ACQUA PUBBLICA

Era ora che qualcosa venisse fatto, visto che per 15 anni (dal 1999 al 2014) Nuove Acque aveva incassato dagli utenti di Ponticino qualcosa come 700.000 euro per un servizio che non effettuava.

Bene a sapersi che finalmente una parte degli scarichi fognari di Ponticino sono potenzialmente collettati ad un depuratore. Pur con tutte le riserve sulla soluzione tecnica adottata – condotte chilometriche e quattro stazioni di sollevamento presenteranno senz’altro problematiche di funzionamento che si sarebbero evitate costruendo un depuratore a Ponticino – non possiamo non accogliere con favore la notizia.

Quello che invece disturba è sentire affermare dalla Società di gestione che “i lavori sono stati possibili grazie ad un investimento della società di circa 900 mila euro” . Tale affermazione potrebbe indurre chi legge a pensare che questi soldi sono stati sborsati da Nuove Acque attingendo dagli introiti da tariffa. Ma non è così : L’opera di collegamento delle fognature di Ponticino al depuratore di Laterina , per un importo totale di 1.600.000 euro ( già inserita nel Programma degli Interventi (PdI) 2012-2013-2014 e riprogrammati in quello 2014-2017 ) è finanziata al 90% dal Fondo Aree Sottosviluppate (fondi FAS) e per il restante 10% dagli introiti da tariffa che Nuove Acque destina agli investimenti.

Considerato il ritardo con cui si prevede che verrà completata l’intera opera di collegamento (2018 anziché 2014) e la fonte del finanziamento ( 1.400.000 di soldi pubblici) ci sembra eccessiva l’enfasi con cui i Sindaci dei Comuni interessati hanno salutato questo primo parziale traguardo, attribuendo a Nuove Acque ( e a se stessi) il merito di avere avuto la capacità di investire somme rilevanti anche in un difficile momento storico.
Forse i Sindaci non sono sufficientemente informati sui tempi di programmazione e sulle fonti di finanziamento delle opere che riguardano il territorio amministrato e vanno scusati.

15 ottobre 2016 Comitato Acqua Pubblica Arezzo

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Acquedotti: la garanzia di arricchirsi a spese nostre (la FAQ per il delitto perfetto)

Alcune regole infallibili per aspiranti concessionari (la FAQ per il delitto perfetto). Sta scritto che a fine concessione dovrai restituire gratuitamente ai Comuni tutti gli impianti, quelli avuti in uso e quelli realizzati durante la concessione, ma tu impegnati ché ciò mai non avvenga e fai in modo di ottenere una proroga dopo l’altra.

Quando si avvicina la scadenza, di’ che le condotte sono un colabrodo , che nel territorio gestito mancano diversi impianti di depurazione, che quelli esistenti sono vetusti e che le reti fognarie sono inadeguate.

Conta sul fatto che a saranno in pochi quelli che ti rinfacceranno di aver applicato per anni e anni elevatissime tariffe (tra le più care d’Italia) con la scusa che servivano a coprire gli ingenti investimenti necessari all’ammodernamento delle condotte e degli impianti ricevuti in concessione.

Fatti amica l’Autorità di ambito e fai in modo che sia lei a proclamare l’urgente necessità di costruirne di nuovi; se ci riesci potrai così giustificare la richiesta di una bella e provvidenziale proroga della concessione.

Per evitare il rischio che analisi costi-benefici dimostrino la scarsa utilità della proroga per i cittadini, convinci i Comuni a farne a meno (con i profitti della proroga non avrai problemi a destinare risorse per ammorbidire i più riottosi).

Ricordati di usare carota e bastone: una schiera di avvocati pronti a rintuzzare ogni ricorso , come bastone, e per le carote ….. Cerca sempre di tenerti come azionisti gli enti pubblici locali e offri posti in consiglio ai relativi politici: ti sosterranno per il bene del “territorio”.

Massimizza la rendita dell’esborso finanziario iniziale facendoti riconoscere per tutta la durata della concessione, un tanto all’anno per “prestazioni accessorie” milionarie sotto forma di consulenze. In pochi anni potrai così rimettere in tasca i soldi sborsati mantenendo la tua quota di capitale sociale e gli utili di gestione relativi .

Un altro “trucco” è farsi approvare , a metà concessione, la rivalutazione delle immobilizzazioni con annesso cambio del criterio di ammortamento da “finanziario” a “tecnico”. Sarai così autorizzato ad ammortizzare i tuoi investimenti ad aliquote più basse e maggiore sarà l’entità degli investimenti residui ancora da ammortizzare a fine concessione (con ammortamenti minori farai profitti maggiori).

Per accrescere sia le tariffe che l’indennizzo di subentro basta rivalutare a bilancio gli impianti di potabilizzazione, distribuzione e trattamento reflui, e farsi riconoscere dal “regolatore” (Autorità di ambito) questo come maggior capitale investito. Questa festa pareva fosse finita con il referendum del giugno 2011 ,ma con la reintroduzione sotto mentite spoglie della remunerazione del capitale investito da parte dell’ Authority nazionale (AEEGSI) questo problema è stato risolto: la festa continua.

Dopo 20, 25 o 30 anni di affidamento in concessione i Comuni avranno perso ogni conoscenza in tema di servizio idrico integrato e ciò scoraggerà ogni loro velleità a riprenderselo, il che li costringerà comunque a rimettere in gara la concessione.

A questa eventualità dovrai opporti con carote e bastoni, come minimo per ritardarla di vari anni ( durante i quali continuerai la gestione in proroga incassando profitti). Se poi alla fine dovesse davvero svolgersi una gara (ma chi ha mai fatto una vera gara in Italia?) assicurati che i tuoi amici prevedano i punteggi più atti a valorizzare la tua società e penalizzare i concorrenti.

Gli incrementi di tariffa, tuo secondo obiettivo, dipendono sia dal piano finanziario che proporrai ai Comuni sia dal regime tariffario che, fortunatamente, l’autorità competente ti lascia libero di scegliere.

Ti converrà chiedere di tanto in tanto il “riequilibrio” del piano economico : potrai ottenere un bell’aggiustamento in alto delle tariffe giustificato da previsioni su andamenti futuri degli investimenti, indipendentemente dall’aver realizzato o meno quelli programmati in passato. A questo proposito evita in ogni modo che si parli di stimare con esattezza qualità e quantità degli investimenti realizzati, qualche Sindaco potrebbe pensare di cambiare sistema e collegare le tariffe alla effettiva entità degli investimenti, allora sarebbero guai!

Per ottenere incrementi di tariffa è quindi necessario proporre sempre nuovi investimenti ( rinnovo delle condotte, estensioni di rete, nuovi impianti ecc.ecc.) e convincere i funzionari amici che sono utili per migliorare ed estendere il servizio ma che non genereranno incrementi significativi dei ricavi , anzi…. e che pertanto i costi ti dovranno essere interamente ripagati con l’aumento delle tariffe.

Cerca anche di far passare qualche manutenzione ordinaria come investimento, per scaricarne il costo sugli ammortamenti e sulle tariffe future. Cura in modo particolare il rapporto con i funzionari dell’Autorità d’ambito competente preposti ai piani finanziari: sono i soli in grado di capirli, se loro li approvano poi la convalida da parte dei Sindaci è scontata. In tal modo non vi sarà il pericolo che vengano rimessi in discussione a causa delle critiche moleste dei soliti fastidiosi comitati di cittadini.

Il continuo aumento delle tariffe , soprattutto in anni senza inflazione, è d’imbarazzo per gli amministratori locali in carica. Cerca di aggirare la rabbia degli utenti introducendo gli aumenti il primo gennaio, quando tutti sono assonnati per il veglione.

Ma aspettati che i Sindaci ti chiedano di ridurre gli incrementi cui avresti diritto in base al piano finanziario. Sii comprensivo e pronto ad ubbidire alle richieste dei tuoi concedenti, ma sii fermo nel richiedere l’impegno a compensarti prorogando poi la concessione.

La proroga non è percepita dagli ignari utenti come un aggravio. C’è quindi ampio spazio per accordi tra i concessionari e chi gestisce il potere politico: in questo settore si può davvero avere un pasto gratis. L’unico trascurabile fastidio è la denuncia dei soliti quattro gatti dei comitati per l’acqua pubblica , cui basta non venga dato troppo risalto.

Comitato Acqua Pubblica di Arezzo

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Il decreto Madia sui servizi pubblici locali è in dirittura d’arrivo! (ora tocca a te)

il decreto Madia sui servizi pubblici locali è in dirittura d’arrivo.
Saranno decisive le prossime due settimane entro le quali le Commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato esprimeranno il proprio parere sul provvedimento.
Diviene, dunque, opportuno fare pressione sui componenti di queste Commissioni affinché i pareri contengano la richiesta di far marcia indietro sulle norme con cui si rilanciano le privatizzazioni, a partire dall’acqua.
Pertanto, il 5, 6, e 7 Ottobre inviamo tutt* una mail ribadendo: “NO alla privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici!”
Di seguito e al seguente link il testo della mail che si propone di inviare ai parlamentari (con allegati gli indirizzari email).
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