Il Comitato Acqua Pubblica Arezzo per le elezioni comunali aretine

Dopo tanti anni di battaglie e di mobilitazione abbiamo dovuto concludere che la politica, quella che occupa e dirige le Istituzioni, è sorda ad ogni istanza che proviene dal basso. Certamente ciò riguarda la gestione del servizio idrico dove persino l’esito del referendum è rimasto lettera morta. Nel 2011 il 96% dei cittadini si è espresso per la gestione pubblica e senza profitto dell’acqua? La risposta della politica in questi 4 anni è stata l’esatto contrario: maggior peso dei privati e più profitti, accompagnati da continui ed ingiustificati aumenti di tariffe.

Ma non è un problema che riguarda solo l’acqua. In generale la cosa pubblica (rifiuti, trasporti, scuola, gestione del territorio etc.) invece di essere gestita nel solo interesse e secondo i soli voleri della comunità viene spesso amministrata per il tornaconto di pochi e contro il comune sentire della cittadinanza.

E’ evidente che abbiamo un problema di funzionamento del sistema democratico. Ormai da tempo i partiti non sono più in grado di assolvere la funzione per la quale esistono: interpretare le istanze dei cittadini e trasferirle nell’amministrazione quotidiana.

Riteniamo che questo vuoto democratico possa essere sanato solo con la partecipazione diretta dei cittadini alla gestione della cosa pubblica. Basta deleghe a partiti ormai lontanissimi dalle cose reali! Basta affidarsi a leader, carismatici o meno! Basta abbandonarsi all’astensionismo e al disinteresse! E’ l’ora della partecipazione diretta e senza mediazioni dei cittadini auto-organizzati.

Per questo abbiamo deciso di presentarci alle elezioni, con l’obiettivo di avere un consenso elettorale tale da stimolare altri cittadini auto-organizzati a seguire il nostro esempio. Solo così, infatti, si potrà attuare la più importante riforma necessaria a questo Paese: ristabilire la regola democratica secondo la quale il governo è espressione della sola volontà collettiva di un popolo o di una comunità.

Marzo 2015

Comitato Acqua Pubblica di Arezzo

(bozza di programma in allegato)

programma_preliminare_pdf

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Sentenza del Consiglio di Stato n. 3920 del 30 giugno 2011

Con sentenza del Consiglio di Stato n. 3920 del 30 giugno 2011 viene confermata la sentenza del TAR Toscana n. 4892 del 25 agosto 2010 a cui l’ATO 4 Alto Valdarno e Nuove Acque Spa si erano appellate. Quindi il rimborso di cica 80o.000 euro diventa realtà ed in effetti nei mesi successivi Nuove Acque rimborsa complessivamente agli utenti tale cifra. La sentenza del Consiglio di Stato fa giurisprudenza e diventa un caso nazionale.

Sentenza consiglio di stato n. 3920 del 2011

Articolo Corriere di Arezzo del 9 luglio 2011

Articolo Corriere di Arezzo del 17 luglio 2011

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Sentenza Tar della Toscana n. 4892 del 25 agosto 2010

Con questa sentenza il TAR della Toscana annulla la deliberazione n. 8/2009 dell’ATO 4 Alto Valdano nella parte in cui stabilisce a carico degli utenti l’aumento una tantum della quota fissa a decorrere dal 15 ottobre 2008 e fino al 9 febbraio 2009. In sostanza il TAR afferma il principio che le tariffe “retroattive” sono illegittime. Grazie a questa sentenza circa 800.000 euro dovranno essere restituite da parte di Nuove Acque agli utenti. La sentenza è fondamentale per il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo poichè in essa il TAR sentenzia che “al Comitato Acqua pubblica può dunque essere riconosciuto il ruolo di portatore, in modo continuativo, di interessi diffusi radicati nel territorio e, con esso, la legittimazione ad agire in giudizio a tutela di quegli interessi”.

Sentenza Tar Toscana n. 04892 del 2010

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