Ricomincia la cuccagna! NUOVO BALZELLO NELLE BOLLETTE DELL’ ACQUA

Con un capolavoro di delibera degno di vincere il campionato delle supercazzole (Delibera 664/15- All.A -titolo 8- art.33) l’ ex AEEGSI (ora A.R.E.R.A) ha imposto la maggiorazione delle tariffe mediante l’introduzione in bolletta della nuova componente UI2 sui consumi d’acqua del 2018 (+0,027€/mc).

Per gli utenti aretini nel 2018 ciò costituirà un maggiore esborso di 380.000 € e per il milione e mezzo di utenti toscani 6.000.000 di euro da pagare in più.

A fine anno il montepremi della “lotteria Italia per Gestori” finanziato con i maggiori esborsi pagati dagli utenti ammonterà a 100 milioni di euro . Una vera cuccagna , ma per i gestori!

 

Ma basta!
Basta AEEGSI , basta A.R.E.R.A. , basta Autorità pseudo-indipendenti finanziate dai gestori.
BASTAAAAAA!!!!!
Urge che il nuovo Parlamento riporti il controllo e la regolazione dei servizi idrici nelle competenze del Ministero dell’Ambiente.
14 aprile 2018 Comitato Acqua Pubblica Arezzo

 

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Giustizia è fatta!

ESPONENTE DEL COMITATO ACQUA PUBBLICA ASSOLTO DALL’ACCUSA DI AVER DIFFAMATO NUOVE ACQUE : “IL FATTO NON SUSSISTE”.

Apprendiamo con soddisfazione che il 12 dicembre scorso il Giudice Monocratico del Tribunale di Perugia, Dr. Narducci, ha definitivamente assolto Emilio Fiorini , storico componente del Comitato Acqua Pubblica , dal reato di diffamazione a mezzo stampa per il quale era chiamato a rispondere a seguito della querela sporta nel febbraio 2012 dallo Stato Maggiore di Nuove Acque , guidato dall’ AD francese Jerome Douziech , per il contenuto di un articolo di stampa scritto da Fiorini fortemente critico nei confronti degli amministratori pubblici , dei sindacati, delle banche e delle politiche tariffario-finanziarie portate avanti dal management della società di gestione del servizio idrico ,allora presieduta dall’ex Sindaco di Arezzo Prof. Dott. Paolo Ricci.

L’assoluzione con formula piena “perchè il fatto non sussiste” mette finalmente la parola fine ad una vicenda che si trascinava da anni per aule di Tribunale, con gran dispendio di tempo e di denaro per viaggi e patrocinii legali , seppure fosse stata originata da una denuncia rivelatasi del tutto inconsistente .

Viene naturale chiedersi come possa il CdA di una azienda a prevalente capitale pubblico autorizzare in simili casi il ricorso alle vie legali che poi , come è ovvio che sia, producono ricadute in termini negativi per le casse aziendali.

Meglio sarebbe sopportare le critiche anche pungenti , confutarle se ce n’è motivo, ma evitare il ricorso a quell’ odioso “ti querelo!” che molto spesso denota la voglia sottesa di tacitare le voci scomode.

Ancora una volta chiediamo, come per le sanzioni comminate a suo tempo a Nuove Acque dall’ Autorità nazionale competente in materia di servizi idrici , così come per le spese legali che la società ha dovuto risarcire agli utenti per le numerose cause civili perse, che tali costi non vengano fatti ricadere sulle spalle dei cittadini-utenti ma li paghino di tasca loro i maggiorenti della Società.

Arezzo, 24 febbraio 2018 Comitato Acqua Pubblica Arezzo

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NON E’ AFFATTO URGENTE CONCEDERE LA PROROGA DELLA CONCESSIONE A NUOVE ACQUE…

SERVIZIO IDRICO, NON E’ AFFATTO URGENTE CONCEDERE LA PROROGA DELLA CONCESSIONE A NUOVE ACQUE CHE SCADRA’ TRA SEI ANNI (GIUGNO 2024)

L’URGENZA DI OTTENERE UNA PROROGA E CON ESSA UN NUOVO FINANZIAMENTO E’ DOVUTA ALLE DIFFICOLTA’ DEL GESTORE DI RIUSCIRE A RISPETTARE I TERMINI PER LA RESTITUZIONE DEL PRESTITO DI 40 MILIONI ALLE BANCHE CHE EVIDENTEMENTE NON SONO DISPOSTE A RINEGOZIARE IL DEBITO ALLUNGANDO I TEMPI DI RIMBORSO.

SENZA LA PROROGA , LA SOCIETA’ DI GESTIONE, PER POTER ONORARE LE RATE DEL RIMBORSO ALLE BANCHE, E’ COSTRETTA A FARE ECONOMIA, A NON ELARGIRE PREBENDE MILIONARIE AI PROPRI SOCI INDUSTRIALI, A NON DISTRIBUIRE DIVIDENDI E AD ATTINGERE DALLE RISERVE STRAORDINARIE.

PERALTRO NON E’ VERO CHE SE NON SI APPROVA ORA LA PROROGA NON SI POTRANNO FARE INVESTIMENTI NEGLI ANNI A VENIRE PERCHE’ SONO DECINE DI MILIONI QUELLI GIA’ PREVISTI

NON E’ VERO CHE AI CITTADINI CONVENGA CHE SIA CONCESSA LA PROROGA CON RELATIVO NUOVO PEF POICHE’ CON IL PIANO ATTUALMENTE VIGENTE LE BOLLETTE , DOPO UN INIZIALE INCREMENTO, DIMINUIRANNO FINO A SCENDERE DEL 35%

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Sindaci: Forse il “Sì” alla proroga a Nuove Acque è figlio di scarsa competenza .

La nota congiunta diramata l’altro ieri dai 14 sindaci schierati in favore del prolungamento di 3 anni e mezzo della concessione a Nuove Acque contiene ricostruzioni bugiarde sugli sviluppi della vicenda, a partire dalla collocazione temporale dell’avvio di questo percorso che era iniziato ben prima del luglio 2016 e non per iniziativa dei Comuni che viceversa si ritrovarono a dover far propria una proposta partorita dall’apposito “pensatoio” di Nuove Acque e sviluppata di comune accordo con i “buoni uffici “ dei burocrati addetti all’ Ente di Governo d’Ambito, l’AIT .

Ne è prova il fatto che l’ 11 luglio 2016 ai Sindaci riuniti nella Conferenza Territoriale venne consegnata dai funzionari AIT sia la documentazione per l’approvazione del Piano Tariffario 2016-2019, con relativo Piano degli Interventi programmati fino al 2024 , sia la documentazione con il nuovo Piano Tariffario e quello degli interventi relativo al periodo 2016-2026.

Non è vero che furono i Sindaci a chiedere 72 milioni di maggiori investimenti , era già stato tutto preordinato e confezionato compreso il testo dell’atto di indirizzo da far loro approvare per autorizzare il Direttore AIT a fare richiesta a Nuove Acque di proporre il “nuovo Piano” esteso , allora, fino al 2026.

Non è affatto vero che per gli anni a venire sia contrattualmente previsto l’aumento del 5% annuo e che con l’allungamento della concessione e l’ipotizzata “stabilizzazione delle tariffe” ( che consiste nell’ aumentarle annualmente dell’ 1,5% fino al 2027 ) i contribuenti-utenti avrebbero un risparmio di almeno 2 milioni all’anno, poiché , viceversa, mantenendo il Piano attuale , le tariffe registrerebbero un incremento annuo del 5% nel biennio 2018-2019 (+ 4 Milioni) ma dopo subirebbero un pari decremento nel biennio 2020-2021 (- 4 Milioni) con la differenza che , senza allungamento della concessione e con il Piano attuale vigente, nei 3 anni successivi gli utenti-contribuenti si vedranno applicare tariffe decrescenti del 14,5% nel 2022, del 13% nel 2023 e del 7,5% nel 2024, ottenendo un risparmio totale di oltre 16 Milioni .

Non è vero che l’allungamento della concessione permetterebbe la rinegoziazione dell’attuale debito residuo del Project Financing (40 milioni) portando un risparmio complessivo di interessi di almeno 4 Milioni perché se anche Nuove Acque ottenesse da altro istituto di credito un nuovo finanziamento al tasso di interesse del 2% , dovrebbe aggiungere ai 40 Milioni di capitale da rimborsare a MPS almeno altri 4 Milioni per l’estinzione anticipata del contratto di Swap sottoscritto con Dexia Crediop a copertura del rischio sui tassi e questo vanificherebbe il conseguimento del risparmio ipotizzato dai Sindaci.

Rimandando ad altre occasioni l’opportunità di confutare le ulteriori incongruenze insite nella nota diramata dai 14 Sindaci che , ricordiamolo, hanno votato per il prolungamento della concessione, possiamo convintamente affermare che così facendo hanno disatteso il compito che dicono di aver inteso svolgere a tutela dell’interesse dei propri concittadini.

22 gennaio 2018

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