ENNESIMA CONDANNA PER NUOVE ACQUE !!!

IL GIUDICE DI PACE DI AREZZO

RICONOSCE  IL  RIMBORSO  DELLA  DEPURAZIONE

ANCHE PER IL PERIODO SUCCESSIVO ALLA LEGGE N. 13 / 2009

Il Giudice di Pace di Arezzo, con sentenza n. 53 / 2016, ha accolto il ricorso presentato da un utente di Subbiano, riconoscendo il diritto del medesimo al rimborso degli importi indebitamente corrisposti a Nuove Acque S.p.a., a titolo di quota di tariffa per la depurazione, anche dal 20 febbraio 2009 al 30 aprile 2014.

La causa ha preso il via dal ricorso presentato dal sig. Giuseppe Barelli, assistito dall’avv. Sandro Ponziani, del Foro di Città di Castello, il quale, pur non essendo servito da alcun impianto di depurazione, aveva sempre corrisposto la quota di tariffa riferita alla depurazione, sia prima della nota sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008 ( che ha dichiarato la illegittimità di tale balzello, in mancanza del relativo allaccio), sia dopo, a seguito dell’entrata in vigore della legge n.13/2009.

In particolare il sig. Barelli, a titolo di depurazione, dal 2009 al 2014 aveva pagato €. 677,40, somma di cui aveva richiesto il rimborso a Nuove Acque senza ottenere alcun riscontro.

In corso di causa, Nuove Acque sosteneva che in base alla legge n.13/2009, poteva riapplicare di nuovo, e integralmente, la quota relativa alla depurazione, laddove fossero stati iniziati i lavori per l’allaccio al depuratore ( anche sotto forma di semplice progettazione), anche se l’utenza non era ancora asservita ad un impianto di trattamento delle acque reflue.

Il Giudice di Pace di Arezzo, in persona della Dott.ssa Marinella Abbamondi, ha però  accolto quanto sostenuto dall’Avv. Ponziani, secondo cui l’utente aveva diritto a vedersi restituita la somma indebitamente corrisposta, anche in base alle determinazioni assunte al riguardo dall’Autorità per Energia Elettrica, il Gas e il Servizio Idrico, ed in considerazione del fatto che il gestore non aveva fornito prova dell’attuazione delle opere relative al servizio di depurazione, nel rispetto dei tempi programmati, come richiesto dalla legge n.13/2009.

Ha condannato quindi Nuove Acque al pagamento in favore di Barelli Giuseppe, della somma di €. 677,40, oltre gli interessi legali e la rivalutazione monetaria, dalla data dei singoli pagamenti al saldo; nonché al pagamento delle spese di giudizio.

 

Questa sentenza assume pertanto una particolare importanza, considerato che Nuove Acque dovrà rimborsare al ricorrente, e agli altri utenti non serviti da impianti di depurazione funzionanti, che si trovino in situazioni analoghe, che faranno ricorso, l’intera somma corrisposta indebitamente a titolo di depurazione dal 2009 al 2014.

Sono oltre 6000 gli utenti che in quei 6 anni  si sono visti ingiustamente addebitare in bolletta  importi  per diverse centinaia di euro a fronte di un servizio che in realtà Nuove Acque a loro non forniva.

Ancora una volta emerge l’assurdità del comportamento della Società di gestione  e delle varie autorità preposte al controllo ( ATO e AIT) che  dopo la sentenza 335 della Corte Costituzionale:  1)rimborsano la depurazione fino all’ottobre 2008;  2) poi la reintroducono dal 2009 al 2014; 3) infine la tolgono dal giugno 2014 .

Siccome  la normativa non ha subìto cambiamenti  nel giugno 2014 è evidente che se nulla è dovuto dopo il giugno 2014  a maggior ragione nulla era dovuto anche prima  di quella data.

Dunque perché l’AIT non ha disposto che Nuove Acque rimborsasse automaticamente tutti gli oltre 6000 utenti ?  Chi tutela l’Autorità Idrica Toscana: gli utenti o le società di gestione ?

 

Arezzo 6 marzo 2016                           Comitato Acqua Pubblica Arezzo

 

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L’Acqua, diritto o merce?

Dagli organizzatori dell’iniziativa di  Sansepolcro (Marconcini-Bianchi) con i quali collaborano  Bivignani e Pedrazza ci è stato inoltrato questo volantino che provvederanno a distribuire con un banco al mercato. Da oggi verranno  affissi  manifesti nel capoluogo biturgense.

Segnaliamo e ringraziamo per l’impegno profuso!

volantino Sansepolcro 16 marzo

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STANGATA SULL’ACQUA: SINDACI E ASSESSORI CADONO DALLE NUVOLE E FANNO LO GNORRI.

L'assessore si appresta a relazionare in consiglio sulla questione "Nuove Acque"

L’assessore si appresta a relazionare in consiglio sulla questione “Nuove Acque”

Dopo che il 15 febbraio scorso denunciammo la nuova stangata in arrivo per le famiglie con la ristrutturazione delle tariffe “firmata” dai Sindaci, si erano subito registrate diverse prese di posizione contro la sua applicazione da parte di rappresentanti di categorie economiche, cittadini, sindacati e forze politiche.

Poi era stata la volta del Sindaco di Arezzo , Ing. Ghinelli, a dire che “qualcosa non tornava” e che insieme ad altri Sindaci avrebbe chiesto chiarimenti all’Autorità Idrica Toscana (AIT) perché a suo avviso all’ assessore da lui delegato (l’ Ing. Sacchetti) era stata detta tutt’altra cosa di quella emersa con gli aumenti evidenziati sui nostri manifesti. Per cui ci si attendeva la conseguente richiesta di “sospensiva del provvedimento” da parte dei Sindaci , come peraltro ,capìta l’antifona, si era già spinto a suggerire anche il massimo esponente provinciale della forza politica che annovera tra i propri ranghi la stragrande maggioranza dei “Primi cittadini” in carica nei Comuni dell’ ambito territoriale gestito da Nuove Acque.

Certamente non deponeva a favore dei Sindaci il fatto che due mesi prima loro stessi, o i loro assessori , avessero inopportunamente approvato quel po’ po’ di capolavoro inverso denominato “Nuova struttura dei corrispettivi” senza nulla eccepire e senza accorgersi di dare così via libera a corposi e ingiustificati incrementi tariffari per famiglie, imprese, ospedali ed enti pubblici , Comuni compresi. Ma potevamo sperare in una sorta di “ravvedimento operoso” con conseguente ed immediata sospensione del provvedimento medesimo.

Nel silenzio assordante seguìto all’iniziale levata di scudi del Sindaco di Arezzo si è fatto invece sentire lo Stato Maggiore di Nuove Acque che ,con propria nota scritta, ha fatto sapere al più diffuso quotidiano locale che “per ora sarebbero sospese solo le utenze del Comune” ( La Nazione del 27/2 – pag.3) con buona pace di tutti gli altri utenti cui a breve verranno inviate le bollette con i nuovi aumenti tariffari.
Come d’abitudine il gestore detta la linea ai Sindaci e fa loro sapere che potrebbero decidere, nella riunione del 10 marzo prossimo, di ridurre o addirittura cancellare gli aggravi di tariffa per i Comuni, a beneficio dei loro bilanci, dove peraltro tali aumenti di spesa non erano stati neanche computati visto che l’approvazione dell’aumento tariffario era avvenuta senza che i Sindaci stessi ne fossero consapevoli, cioè “a loro insaputa”.

E dei rincari per i cittadini ? Dei maggiori costi per le imprese? Chi dovrebbe occuparsene se non i Sindaci ? Non sono forse i Comuni a detenere la maggioranza azionaria di Nuove Acque? Non sono forse i Comuni a nominare 5 membri su 9 nel Consiglio di Amministrazione della stessa Società? Non sono forse i Comuni riuniti in Conferenza Territoriale che propongono e poi approvano le tariffe nelle assemblee dell’AIT? E le Assemblee AIT da chi sono presiedute e partecipate se non dai Comuni stessi?

Vero che l’AIT (Autorità Idrica Toscana) è dotata di una struttura tecnico-burocratica che è solita confezionare queste po’ po’ di porcherie in accordo con i gestori , mentre invece dovrebbe agire su indirizzo dei Comuni, per voce dei Sindaci che partecipano alle Conferenze Territoriali , al Consiglio Direttivo e all’Assemblea dell’AIT stessa. Se ciò non avviene è solo perché a Sindaci e assessori spesso torna comodo avere una qualche presunta sovrastuttura da incolpare, ma la vera ragione è che non vogliono disturbare i manovratori.

Delude senz’altro Ghinelli che ha delegato a questo ruolo l’assessore Sacchetti , il quale ha fatto lo gnorri davanti alle telecamere di “Sportello reclami” (Teletruria) mostrando notevole dimestichezza nel dire le bischerate che ha detto , finendo persino col mettere in dubbio che il Referendum del 2011 abbia veramente sancito l’abrogazione della componente tariffaria denominata “remunerazione del capitale investito”.

Sveglia assessore! Se all’epoca era distratto, assente o non connesso, vada a leggersi il Decreto del Presidente della Repubblica n° 116 del 18 luglio 2011 . Forse non vale neanche più la pena chiedersi se i Sindaci e gli assessori CI SONO , o CI FANNO.

Arezzo, 2 marzo 2016 Comitato Acqua Pubblica Arezzo

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IL COMUNE DI ZERI NON SARÀ COMMISSARIATO. IL TAR HA ACCETTATO IL RICORSO.

E’ notizia di oggi: Sospesa la diffida della Regione che ordinava al Comune della Lunigiana di consegnare gli acquedotti. Secondo una legge del dicembre 2015 anche i Comuni montani sopra i mille abitanti, con acque di pregio, possono tenersi le acque.  Tutto rinviato a maggio.

Pubblichiamo altri contributi che vedono il sindaco Pedrini spiegare oltre alla realtà di Zeri, un punto di vista politico diverso da quello che arriva dalla maggioranza toscana e alcune difficoltà di un sindaco che si ritrova senza il più potere di governare il suo territorio.

Egidio Pedrini racconta e mette in guardia dai privatizzatori omologati del PD e da chi predica molto bene, ma come sempre razzola male.

Pedrini non le manda a dire a Rossi !

Pedrini Spiega la situazione che si è creata a Zeri.

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“La Sinistra” di Sansepolcro per un’articolazione delle tariffe più equa

Nuove Acque ha recentemente definito una serie di rincari diversificati a seconda delle diverse fasce di consumo: tra queste i maggiori aumenti si sono concentrati sulle fasce intermedie, prevedendo picchi massimi di rincaro anche del 23% (che alla fine dell’anno sono 90 euro!) per quelle famiglie che – al di là del numero effettivo dei componenti del nucleo domestico- consumano dai 150 ai 170 metri cubi d’acqua all’anno.
Paradossalmente, oltre questa fascia, gli scaglioni con consumi più elevati sono stati interessati da rincari più lievi. Innanzitutto, in linea con quanto sancito dall’esito referendario del 2011, chiederemo di predisporre un nuovo metodo di calcolo delle tariffe che preveda l’accesso gratuito a 50 litri di acqua potabile al giorno per cittadino, cioè che sappia garantire quella quantità minima di risorsa che sia l’ONU che il Parlamento Europeo hanno riconosciuto come diritto inalienabile di ogni persona.

http://www.valtiberinainforma.it/news/nuove-bollette-dell-acqua-gratis-i-primi-50-litri-di-acqua-al-giorno-e-rincari-su-base-individuale-per-chi-consuma-di-piu-la-proposta-de-la-sinistra-di-sansepolcro-per-un-articolazione-delle-tariffe-piu-equa-ed-ecologica

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