Comunicato stampa 8 aprile. Oltre il danno, la beffa!

COMITATO ACQUA PUBBLICA DI AREZZO
Organizzazione per la tutela dei cittadini

Ieri mattina presso la sede AIT di Arezzo, i rappresentanti del Comitato , accompagnati da una nutrita delegazione di cittadini, hanno potuto presenziare alla riunione di Sindaci e Assessori dei Comuni partecipanti alla Conferenza Territoriale n°4 -Alto Valdarno- che era stata convocata per prendere visione e approvare alcune proposte di modifica al Regolamento del Servizio di Acquedotto avanzate da Nuove Acque oltre che per discutere delle problematiche emerse con l’applicazione della nuova articolazione tariffaria da parte della società di gestione che ha prodotto aumenti ingiustificati delle bollette 2016.
Oltre ai tre funzionari e al Direttore dell’AIT venuti appositamente da Firenze, hanno partecipato alla riunione soltanto 10 dei 36 Comuni convocati . Erano presenti i rappresentanti di: Arezzo, Bibbiena, Castel Focognano, Castiglion Fiorentino, Chianciano Terme, Civitella Valdichiana, Laterina, Montepulciano, Monte San Savino e Sansepolcro. Due Comuni erano forse rappresentati per delega (Cortona e Foiano della Chiana ?)
Con l’illustrazione da parte del DG AIT Mazzei delle proposte avanzate da Nuove Acque è apparso evidente che alcune delle modifiche al Regolamento – Carta del Servizio risultavano differire dalle Linee Guida stabilite dall’Autorità Idrica Toscana stessa e, su proposta dell’Assessore Sacchetti – delegato dal Sindaco di Arezzo – è stato deciso di procedere all’inclusione di misure anche discordanti dalle Linee Guida AIT che però comportino condizioni migliorative per gli utenti .
Per quanto riguarda invece gli altri punti difformi proposti da Nuove Acque, è stato deciso di uniformarli alle Linee Guida . Qualche approfondimento in più c’è stato sulla disciplina degli allacci (es: punto di consegna e dislocazione contatore) e sulle perdite occulte che da ora in avanti verrebbero conteggiate a prezzi inferiori degli attuali (da verificare), poi è stato trattato il tema della gestione delle morosità.

Su questo argomento la proposta di Nuove Acque prevedeva che alle utenze morose venisse ridotto il flusso di portata per 20 giorni , dopodichè ,al perdurare della morosità , sarebbe stata sospesa l’erogazione dell’acqua ad esclusione delle utenze cosiddette agevolate ( quelle con ISEE inferiore a 8.030 euro) alle quali non si sarebbe applicato un termine temporale della limitazione del flusso.

Tra la sorpresa dei cittadini presenti alcuni Assessori sono intervenuti chiedendo non già l’immediata applicazione della norma di legge vigente dal 2 febbraio 2016 che stabilisce che venga garantito , ai morosi, il minimo quantitativo vitale necessario al soddisfacimento dei bisogni fondamentali senza limiti temporali, bensì l’estensione del periodo di riduzione del flusso da 20 a 60 giorni .

A nulla sono valsi gli insistiti richiami alla legge da parte dei membri del Comitato, prima con richieste orali e foglietti scritti passati a qualcuno dei Sindaci presenti , poi , durante una sospensione della seduta, con la richiesta esplicita rivolta a loro dal presidente del Comitato di modificare la proposta nel senso che – per le sole utenze domestiche residenti – trascorso il termine di 60 giorni con flusso ridotto, il gestore, allo scopo di salvaguardare l’interesse della generalità degli utenti, anziché procedere alla sospensione totale del servizio attivasse le vie legali per il recupero delle morosità, quelle che l’Ordinamento giudiziario mette a disposizione di chiunque intenda recuperare un credito esigibile.

Purtroppo alla ripresa dei lavori l’Assessore Sacchetti, che presiedeva la riunione, ha aperto la discussione sull’altro argomento all’ordine del giorno, quello delle tariffe 2016 , considerando chiuso il punto sulle morosità , senza che neanche uno dei Sindaci e degli Assessori presenti eccepissero alcunchè.

Ciò ha suscitato nei cittadini presenti grande disappunto , esternato con borbottii e qualche tentativo d’intervento verbale ( peraltro non consentito ), per esprimere critiche e dissenso , diversi se ne sono andati irritati, ma dai Sindaci niente: nessuna reazione, seduti ai loro posti, muti come pesci hanno praticamente assecondato i desiderata di chi, infischiandosene del principio per cui nell’imminenza di una delibera applicativa da parte dell’Autorità nazionale competente della norma vigente (art.61- L.221/2015), cautela vorrebbe che in occasione della stesura del nuovo Regolamento fosse immediatamente introdotto il principio della inviolabilità del diritto all’acqua che tale norma vuole riconosciuto.

Che dire poi della “discussione” che c’è stata circa gli inattesi aumenti prodotti dalla fatidica ristrutturazione tariffaria , approvati da Sindaci e Assessori (sempre loro) nel corso di una seduta del dicembre scorso ?
Un vero e proprio tentativo malriuscito di arrampicamento sugli specchi con tirata in ballo di presunte, successive direttive dell’AEEGSI di cui non si sapeva nulla e altre amenità simili buttate là dall’Assessore Sacchetti e confermate da chiari cenni di assenso del Direttore AIT seduto al suo fianco.

Quello che si è capito è che, non in quella che ora è in arrivo, ma nella fattura successiva Nuove Acque praticherà una diminuzione del 5% sulle tariffe che purtroppo però da inizio anno avevano già subìto aumenti di circa il 20% : come a dire che ora bisognerebbe anche ringraziarli !

Un altra “perla” è stata quella dell’annuncio da parte del Direttore AIT che ai Comuni , cui in precedenza erano state rincarate le tariffe con aumento della bolletta annua di oltre il 60% , non verranno conteggiati i consumi per fontane e fontanelle pubbliche. Corbezzoli !
Niente sulla distinzione tra le supposte morosità di chi contesta parte delle fatture e versa l’ 87% degli importi richiesti e le morosità piene ed effettive, niente sul problema contingente degli slacci effettuati a danno degli “obbedienti civili” e sulle difficoltà che da otto giorni patiscono le famiglie ancora distaccate.

Stante l’attuale situazione “sub judice” riteniamo tale comportamento deludente e degno del biasimo dei cittadini che si sentono lasciati soli a contrastare atti palesemente ingiusti e prevaricatori .
Arezzo 8 aprile 2016 Comitato Acqua Pubblica

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Arezzo Possibile: distacco del servizio idrico, troppo blanda la risposta del Comune di Arezzo

Ghinelli faccia rispettare la sua autorità di responsabile della salute pubblica”.

Possibile Arezzo si schiera al fianco del Comitato Acqua Pubblica e sostiene tutti i cittadini che in questi giorni rischiano il distacco o hanno visto sospeso il servizio idrico dal gestore Nuove Acque spa. Utenti, giova ricordare, non morosi ma che, obbedendo ai dettami del voto referendario, si autoriducono semplicemente la parte di tariffa ritenuta impropriamente addebitata.

Il comportamento di Nuove Acque Spa è particolarmente censurabile sia in termini etici che rispetto alle norme vigenti. Il diritto all’acqua risulta quale estensione del diritto alla vita affermato dalla Dichiarazione universale dei diritti umani.Esso riflette l’imprescindibilità di questa risorsa relativamente alla vita umana. La risoluzione ONU del 28 luglio 2010 dichiara per la prima volta nella storia il diritto all’acqua “un diritto umano universale e fondamentale”.

Troppo morbida ed impalpabile la risposta delle Istituzioni cittadine di fronte ad un atto inaudito come la sospensione del servizio, prima fra tutte quella del Comune di Arezzo proprietario del 15,89% del capitale sociale di Nuove Acque Spa e di tutta la restante parte pubblica che è comunque l’azionista di maggioranza della società. Ancora una volta il Sindaco Ghinelli, come troppo spesso gli accade, si è limitato alla semplice “letterina” di richiamo all’Autorità Idrica Toscana mentre sarebbero necessarie azioni decise e risolute a difesa dei propri concittadini cui è stato sottratto un diritto primario per la vita, questo anche in virtù del suo ruolo di  massima autorità sanitaria locale.

Possibile Arezzo ritiene illegittimo anche il metodo utilizzato dal gestore per far valere i propri presunti diritti: invece di utilizzare gli strumenti che l’Ordinamento mette a disposizione per esigere il pagamento delle somme contestate, minaccia e talvolta pratica la sospensione della fornitura in violazione della vigente norma di Legge (Art. 61 della Legge 221/2015).

In ultimo va ricordato che il gestore è già stato tutelato e risarcito in anticipo delle morosità future, infatti una componente già presente nella tariffa che pagano tutti gli utenti, anche quelli non “obbedienti”, è proprio il rimborso previsionale dei mancati pagamenti. Anche in virtù di questo aspetto economico, a molti purtroppo sconosciuto, secondo Possibile sembra apparire gratuitamente vessatorio l’atteggiamento tenuto da Nuove Acque spa.

Per questo Possibile invita le Istituzioni e tutti gli aretini a sostenere il Comitato Acqua Pubblica nella propria battaglia di democrazia e, come risposta di cittadinanza attiva, ad aderire alla campagna di “obbedienza civile” in maniera ancora più determinata.

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CHIUSURE ILLEGITTIME DEI CONTATORI: IL COMITATO ACQUA PUBBLICA RISPONDE AL DIRETTORE DELL’AIT E A NUOVE ACQUE

Il Direttore dell’AIT (Autorità Idrica Toscana), Alessandro Mazzei, sostiene, in una lettera che ci ha inviato e che ha reso pubblica, che Nuove Acque e l’AIT agiscono secondo la legge e che quindi le azioni del Comitato Acqua Pubblica tese a far rispettare l’esito referendario del 2011 sono “lesive del corretto rapporto utente-fornitore di un servizio pubblico, nonché dannose per la restante parte dell’utenza, costituita da decine di migliaia di utenti che pagano regolarmente le bollette dei servizi idrici”.

Poi Mazzei ironizza “Può sembrare banale ricordare che una norma, finché non è dichiarata illegittima da parte dell’autorità competente, deve essere applicata.”

Ma se Nuove Acque e AIT rispettano la legge o meno (e ricordiamo che l’esito referendario è un atto avente forza di legge) non lo stabilisce Mazzei e nemmeno Nuove Acque stessa. Lo stabiliscono i giudici: sarà banale ricordarlo ma ciò succede da alcuni secoli nei Paesi del mondo civilizzato. Ma Mazzei e Nuove Acque evidentemente sono rimasti al Medioevo dove i vari signorotti disponevano come volevano dei sudditi.

Quindi se l’AIT e Nuove Acque ritengono che la contestazione di una quota di tariffa effettuata da centinaia e forse migliaia di utenti non sia legittima possono ricorrere, come tutti, al giudice per ottenere quella che secondo loro è giustizia; invece di abusare illegittimamente del loro potere di monopolista chiudendo i contatori e lasciando senza acqua famiglie intere in violazione della 221/2015 che impone ai gestori di garantire un minimo quantitativo vitale di acqua necessario al fabbisogno per sopravvivere, persino ai morosi, figuriamoci agli Obbedienti Civili che morosi non sono.

Questo comportamento dell’AIT e di Nuove Acque potrebbe prefigurare un reato anche alla luce del fatto che ci sono già tre sentenze di tre diversi giudici di pace di Arezzo che su questo tema, non solo hanno dato ragione agli utenti che hanno ricorso ma che hanno persino condannato Nuove Acque alle spese. Ricordiamo inoltre che è tutt’ora pendente un ricorso al TAR Toscana proprio contro l’AIT stessa in materia di rimborsi “farsa” della remunerazione del capitale investito.

Peraltro ricordiamo che in questi anni le varie supposte autorità di controllo e Nuove Acque stessa sono state ripetutamente e sistematicamente sconfitte dal Comitato Acqua Pubblica davanti ai giudici, spesso anche con condanna alle spese: TAR della Toscana, Consiglio di Stato e Giudici di Pace su molti argomenti diversi: tariffe retroattive (800 mila euro ingiustamente addebitate agli utenti e poi restituite dopo sentenza del Consiglio di Stato), rimborso decennale sulla depurazione non dovuta (anziché rimborso quinquennale come di regola fa Nuove Acque), applicazione della quota fissa, rimborso della quota di depurazione anche nel caso di presenza di un progetto mai realizzato e appunto anche l’addebito della quota di profitto dopo che il referendum del 2011 stravinto dai cittadini l’ha cancellata.

Non esiste nemmeno un caso in cui in un contenzioso con il Comitato Acqua Pubblica un giudice abbia dato ragione a Nuove Acque SpA / AIT.

In merito all’esito di questi contenziosi AIT e Nuove Acque ancora non hanno risposto alla nostra richiesta: chi ha pagato per i ripetuti e sistematici errori nell’applicazione delle leggi? Hanno fatto pagare personalmente ai dirigenti oppure i costi si sono ripartititi ingiustamente su tutti gli utenti?

Siccome – nonostante la non risposta – siamo certi della seconda ipotesi (magari questi dirigenti saranno anche stati premiati), non mancheremo nei prossimi giorni di fare un esposto alla Corte dei Conti al fine di verificare le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti.

 

Riteniamo quindi che, più che a noi, l’AIT debba chiedere a Nuove Acque di rispettare la legge vigente ed in primis riallacciare tutti i servizi distaccati.

 

Arezzo, 3 aprile 2016

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