Acqua sotto attacco da parte delPD e del governo

Cinque anni dopo la straordinaria vittoria referendaria del movimento per l’acqua, Partito Democratico, governo Renzi e ministro Madia tentano un doppio affondo per chiudere definitivamente l’anomalia di un pronunciamento democratico dell’intero paese, frutto di un’esperienza di partecipazione dal basso senza precedenti e di un’alfabetizzazione sociale che ha imposto il paradigma dei beni comuni contro il pensiero unico del mercato.
Nei prossimi giorni la legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua, presentata con oltre 400.000 firme nel 2007, approderà nell’aula parlamentare: vi arriverà, tuttavia, con una serie di emendamenti, portati avanti dal Partito Democratico, che ne stravolgerà il testo e il significato, eliminando ogni riferimento alla ripubblicizzazione del servizio idrico integrato e alla sua gestione partecipativa, che ne costituivano il cuore e il senso.
E’ bene che il PD sappia fin da subito che tutto questo non solo non viene fatto nel nostro nome, ma che è un’espressione di disprezzo della volontà popolare chiara, netta e senza ritorno.
E, mentre  in parlamento si consuma questa ignobile farsa , viene pubblicato il decreto attuativo della Legge Madia n. 124/2015  che è un vero e proprio documento liberista con cui si introduce l’obbligo di gestione dei servizi pubblici locali a rete attraverso società per azioni e ,dove queste fossero a totale capitale pubblico , di  rendere conto delle ragioni del mancato ricorso al mercato , di presentare un piano economico finanziario relativo a tutta la durata dell’affidamento , sottoscritto da un istituto di credito.
In  totale disprezzo della volontà popolare e della democrazia  il  Governo Renzi propone addirittura di reintrodurre  l’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito” nella composizione della tariffa , nell’esatta dicitura che  26 milioni di cittadini avevano democraticamente abrogato .
Alle donne e agli uomini che in tutti questi anni hanno detto chiaramente come l’acqua e i beni comuni siano garanzia di diritti universali e, come tali, da sottrarre al mercato e da restituire alla gestione partecipativa delle comunità territoriali, il compito di fermare Renzi, Madia e le lobby della finanza, che hanno deciso di assecondare.
Impediamo la definitiva espropriazione di ciò che ci appartiene : quando tutto sarà privatizzato saremo privati di tutto .
OGGI PIU’ CHE MAI SI SCRIVE ACQUA , SI LEGGE DEMOCRAZIA !

16 marzo 2016                                                                         Comitato Acqua Pubblica Arezzo

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SCANDALOSO: I soldi delle bollette dell’acqua degli utenti aretini finanziano la “Leopolda” di Renzi!

Da notizie recentemente pubblicate e non smentite si è appreso che il consorzio “Intesa aretina scarl” ha finanziato per 15 mila euro la cosiddetta “Leopolda” di Renzi.

Il Consorzio Intesa Aretina scarl è il raggruppamento dei privati che fanno parte della società Nuove Acque spa. Questi privati, come è noto, corrispondono alla Suez (multinazionale francese), all’Acea di Roma e (con quote minoritarie) alla Banca Etruria e al Monte dei Paschi di Siena.

L’unico introito del Consorzio Intesa aretina è la riscossione delle cosiddette “consulenze tecniche” (cioè il presunto know how che i privati avrebbero apportato nella società di gestione) che annualmente Nuove

Acque gli corrisponde stornandogli una parte dei soldi delle bollette dell’acqua degli utenti. Dal 1999 ad oggi risulta che il Consorzio Intesa aretina abbia incamerato per questa voce ben 17 milioni di euro mentre da oggi al 2023 ne riscuoterà altri 5 milioni di euro. Già questo è uno scandalo poiché l’inutilità di queste “consulenze tecniche” è ampiamente conclamata e alla fin fine tutto ciò si traduce in un utile aggiuntivo ed improprio per i privati di Nuove Acque e un costo supplementare per gli utenti.

Ma oggi al danno si aggiunge anche la beffa: una parte di queste risorse va direttamente a finanziare la politica di Renzi; se vogliamo essere ironici possiamo dire che i cittadini di Arezzo si possono consolare: essi pagano le tariffe dell’acqua più care d’Italia ma almeno ciò serve (in parte) per finanziare le varie “Leopolda” di Renzi.

Ma il problema non è solo l’impropria destinazione dei soldi degli utenti. Il problema è che il soggetto privato di Nuove Acque (cioè il soggetto che ha il potere di ordinaria e straordinaria amministrazione nella società) finanzia i politici che direttamente o indirettamente dovrebbero controllarlo. Non c’è conflitto di interessi?

E non ritiene di essere in palese e conclamato conflitto di interessi Gaia Checcucci, moglie di Giacomo Billi, già assessore comunale a Firenze prima di Renzi e poi uomo di spicco del Pd fiorentino e grande sponsor di Renzi stesso? Gaia Checcucci risulta essere a capo della Direzione generale per la salvaguardia del territorio

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