STANGATA SULL’ACQUA: SINDACI E ASSESSORI CADONO DALLE NUVOLE E FANNO LO GNORRI.

L'assessore si appresta a relazionare in consiglio sulla questione "Nuove Acque"

L’assessore si appresta a relazionare in consiglio sulla questione “Nuove Acque”

Dopo che il 15 febbraio scorso denunciammo la nuova stangata in arrivo per le famiglie con la ristrutturazione delle tariffe “firmata” dai Sindaci, si erano subito registrate diverse prese di posizione contro la sua applicazione da parte di rappresentanti di categorie economiche, cittadini, sindacati e forze politiche.

Poi era stata la volta del Sindaco di Arezzo , Ing. Ghinelli, a dire che “qualcosa non tornava” e che insieme ad altri Sindaci avrebbe chiesto chiarimenti all’Autorità Idrica Toscana (AIT) perché a suo avviso all’ assessore da lui delegato (l’ Ing. Sacchetti) era stata detta tutt’altra cosa di quella emersa con gli aumenti evidenziati sui nostri manifesti. Per cui ci si attendeva la conseguente richiesta di “sospensiva del provvedimento” da parte dei Sindaci , come peraltro ,capìta l’antifona, si era già spinto a suggerire anche il massimo esponente provinciale della forza politica che annovera tra i propri ranghi la stragrande maggioranza dei “Primi cittadini” in carica nei Comuni dell’ ambito territoriale gestito da Nuove Acque.

Certamente non deponeva a favore dei Sindaci il fatto che due mesi prima loro stessi, o i loro assessori , avessero inopportunamente approvato quel po’ po’ di capolavoro inverso denominato “Nuova struttura dei corrispettivi” senza nulla eccepire e senza accorgersi di dare così via libera a corposi e ingiustificati incrementi tariffari per famiglie, imprese, ospedali ed enti pubblici , Comuni compresi. Ma potevamo sperare in una sorta di “ravvedimento operoso” con conseguente ed immediata sospensione del provvedimento medesimo.

Nel silenzio assordante seguìto all’iniziale levata di scudi del Sindaco di Arezzo si è fatto invece sentire lo Stato Maggiore di Nuove Acque che ,con propria nota scritta, ha fatto sapere al più diffuso quotidiano locale che “per ora sarebbero sospese solo le utenze del Comune” ( La Nazione del 27/2 – pag.3) con buona pace di tutti gli altri utenti cui a breve verranno inviate le bollette con i nuovi aumenti tariffari.
Come d’abitudine il gestore detta la linea ai Sindaci e fa loro sapere che potrebbero decidere, nella riunione del 10 marzo prossimo, di ridurre o addirittura cancellare gli aggravi di tariffa per i Comuni, a beneficio dei loro bilanci, dove peraltro tali aumenti di spesa non erano stati neanche computati visto che l’approvazione dell’aumento tariffario era avvenuta senza che i Sindaci stessi ne fossero consapevoli, cioè “a loro insaputa”.

E dei rincari per i cittadini ? Dei maggiori costi per le imprese? Chi dovrebbe occuparsene se non i Sindaci ? Non sono forse i Comuni a detenere la maggioranza azionaria di Nuove Acque? Non sono forse i Comuni a nominare 5 membri su 9 nel Consiglio di Amministrazione della stessa Società? Non sono forse i Comuni riuniti in Conferenza Territoriale che propongono e poi approvano le tariffe nelle assemblee dell’AIT? E le Assemblee AIT da chi sono presiedute e partecipate se non dai Comuni stessi?

Vero che l’AIT (Autorità Idrica Toscana) è dotata di una struttura tecnico-burocratica che è solita confezionare queste po’ po’ di porcherie in accordo con i gestori , mentre invece dovrebbe agire su indirizzo dei Comuni, per voce dei Sindaci che partecipano alle Conferenze Territoriali , al Consiglio Direttivo e all’Assemblea dell’AIT stessa. Se ciò non avviene è solo perché a Sindaci e assessori spesso torna comodo avere una qualche presunta sovrastuttura da incolpare, ma la vera ragione è che non vogliono disturbare i manovratori.

Delude senz’altro Ghinelli che ha delegato a questo ruolo l’assessore Sacchetti , il quale ha fatto lo gnorri davanti alle telecamere di “Sportello reclami” (Teletruria) mostrando notevole dimestichezza nel dire le bischerate che ha detto , finendo persino col mettere in dubbio che il Referendum del 2011 abbia veramente sancito l’abrogazione della componente tariffaria denominata “remunerazione del capitale investito”.

Sveglia assessore! Se all’epoca era distratto, assente o non connesso, vada a leggersi il Decreto del Presidente della Repubblica n° 116 del 18 luglio 2011 . Forse non vale neanche più la pena chiedersi se i Sindaci e gli assessori CI SONO , o CI FANNO.

Arezzo, 2 marzo 2016 Comitato Acqua Pubblica Arezzo

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IL COMUNE DI ZERI NON SARÀ COMMISSARIATO. IL TAR HA ACCETTATO IL RICORSO.

E’ notizia di oggi: Sospesa la diffida della Regione che ordinava al Comune della Lunigiana di consegnare gli acquedotti. Secondo una legge del dicembre 2015 anche i Comuni montani sopra i mille abitanti, con acque di pregio, possono tenersi le acque.  Tutto rinviato a maggio.

Pubblichiamo altri contributi che vedono il sindaco Pedrini spiegare oltre alla realtà di Zeri, un punto di vista politico diverso da quello che arriva dalla maggioranza toscana e alcune difficoltà di un sindaco che si ritrova senza il più potere di governare il suo territorio.

Egidio Pedrini racconta e mette in guardia dai privatizzatori omologati del PD e da chi predica molto bene, ma come sempre razzola male.

Pedrini non le manda a dire a Rossi !

Pedrini Spiega la situazione che si è creata a Zeri.

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“La Sinistra” di Sansepolcro per un’articolazione delle tariffe più equa

Nuove Acque ha recentemente definito una serie di rincari diversificati a seconda delle diverse fasce di consumo: tra queste i maggiori aumenti si sono concentrati sulle fasce intermedie, prevedendo picchi massimi di rincaro anche del 23% (che alla fine dell’anno sono 90 euro!) per quelle famiglie che – al di là del numero effettivo dei componenti del nucleo domestico- consumano dai 150 ai 170 metri cubi d’acqua all’anno.
Paradossalmente, oltre questa fascia, gli scaglioni con consumi più elevati sono stati interessati da rincari più lievi. Innanzitutto, in linea con quanto sancito dall’esito referendario del 2011, chiederemo di predisporre un nuovo metodo di calcolo delle tariffe che preveda l’accesso gratuito a 50 litri di acqua potabile al giorno per cittadino, cioè che sappia garantire quella quantità minima di risorsa che sia l’ONU che il Parlamento Europeo hanno riconosciuto come diritto inalienabile di ogni persona.

http://www.valtiberinainforma.it/news/nuove-bollette-dell-acqua-gratis-i-primi-50-litri-di-acqua-al-giorno-e-rincari-su-base-individuale-per-chi-consuma-di-piu-la-proposta-de-la-sinistra-di-sansepolcro-per-un-articolazione-delle-tariffe-piu-equa-ed-ecologica

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Presidio di protesta davanti al Palazzo Comunale di Arezzo Lunedì 22 febbraio dalle ore 08,30

Il Comitato Acqua Pubblica invita gli aretini a partecipare al presidio di protesta davanti al Palazzo Comunale di Arezzo Lunedì 22 febbraio dalle ore 08,30 per chiedere conto a Sindaco , Giunta e Consiglio Comunale del loro operato riguardo al mancato rispetto degli impegni assunti con i cittadini in campagna elettorale in fatto di gestione del servizio idrico che, per l’inerzia e l’incapacità da loro dimostrata nel saper contrastare gli appetiti dei voraci soci privati, ci vede continuamente chiamati a sopportare ingiustificati aumenti tariffari dopo che è stata palesemente tradita la volontà che i cittadini avevano chiaramente espresso con i referendum del giugno 2011 : Acqua pubblica gestita senza profitti per i gestori.
 
NO AI DISTACCHI DEI CONTATORI DI CHI RISPETTA L’ESITO REFERENDARIO , CHE E’ LEGGE.
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Comunicato: I SINDACI INSISTONO A FAVORIRE NUOVE ACQUE PENALIZZANDO I CITTADINI

unnamed2-300x300Dunque “nulla di nuovo sotto il cielo di Arezzo” nonostante che il cambio di inquilino a Palazzo Cavallo avvenuto l’estate scorsa  avesse lasciato immaginare  tutt’altro. Dispiace rilevare che sul tema della gestione dell’acqua l’Ing. Ghinelli non ha impresso affatto la discontinuità promessa  in campagna elettorale rispetto all’atteggiamento rinunciatario  dell’Amministrazione  Fanfani che lo aveva preceduto. Ne aveva le possibilità ma se ne è spogliato delegando la persona meno adatta  a trattare questo tema. Nessuna traccia dell’atteso tavolo tecnico congiunto “Comune-Comitato Acqua”e di strategie atte a contrastare gli appetiti dei voraci soci privati, neanche l’ombra.  Da tempo ci eravamo messi a disposizione del Sindaco offrendogli  la massima collaborazione  per dare risposta alle attese dei cittadini , in primis per quanto riguarda il contenimento delle tariffe e l’introduzione di condizioni contrattuali   più favorevoli per gli utenti , secondariamente per mettere in condizione il Comune  di Arezzo di riprendere prima possibile  il pieno controllo della gestione del servizio idrico integrato.  Ci abbiamo provato ma è stato vano: nonostante il cambio d’Amministrazione  il Comune di Arezzo si è prestamente accomodato nel folto gruppo delle amministrazioni locali prive del coraggio necessario per rivendicare con forza e in ogni sede il diritto e la competenza  di decidere in fatto di tariffe e modalità di gestione di un servizio pubblico quale quello dell’acqua , esentandosi dall’impegnativo compito di tentarle tutte per soddisfare le attese dei cittadini e il rispetto della volontà da essi espressa con i referendum del giugno 2011.

Lo diciamo chiaramente: siamo delusi e riteniamo che sia venuto il momento di denunciare lo scarso interesse mostrato dal Sindaco Ghinelli  rispetto agli impegni assunti durante la campagna elettorale per quanto riguarda l’acqua e la sua gestione. Ciò  si rende ancor più necessario alla luce di quello  che sta emergendo sulla vicenda della ristrutturazione tariffaria con cui la Società di gestione andrà a calcolare i consumi di acqua a partire dalla prossima bolletta che riceveranno gli utenti, con effetti retroattivi a partire dal 1° gennaio 2016.  Purtroppo non si tratta di una  modifica della struttura tariffaria che la rende finalmente equa , in modo cioè che prezzi e scaglioni di consumo  tengano conto del  numero dei componenti il nucleo familiare delle utenze domestiche residenti. No, è tutta un’altra cosa.

A giudicare dalla porcata che è venuta fuori si capisce che quei furbacchioni di Nuove Acque sono riusciti a far sì che i loro sprovveduti soci di parte pubblica (i Comuni: cioè  Sindaci e Assessori delegati) abbiano scambiato  lucciole per lanterne , favoriti in questo da quel filone del Direttore Generale dell’Autorità Idrica Toscana che evidentemente sa bene assolvere al ruolo di  facilitatore del gestore e sa come imbonire  i rappresentanti dei Comuni, radunati nel chiuso delle stanze del fu ATO 4, con generoso dispiego di slide e supercazzole varie.

Risulta che agli inizi di dicembre cotanto burocrate, con aiutanti al seguito, sia appositamente calato da Firenze in quel d’Arezzo allo scopo di illustrare i benèfici effetti del provvedimento da lui stesso  confezionato con dati e proiezioni fornitegli dal gestore.  L’ideona  partorita dall’accoppiata Nuove Acque-AIT è denominata “Modifica alla struttura dei corrispettivi” che, tradotto, significa mettere mano all’articolazione tariffaria  in vigore nel 2015  per cambiare il prezzo dell’acqua con modifica degli scaglioni di consumo, le tariffe per lo scarico in fogna, quelle per la depurazione  e l’importo della  quota fissa.

Probabilmente il Direttore AIT ha raccontato ai Sindaci  che la nuova struttura tariffaria avrebbe comportato per Nuove Acque una invarianza di gettito ( cioè con la nuova articolazione il gestore avrebbe mantenuto lo stesso livello di introiti fatti con la vecchia) e i Sindaci gli hanno creduto. Oltretutto, per le utenze domestiche,  si sarebbe persino introdotta una prima fascia agevolata di 30 metri cubi l’anno al prezzo di soli 0,2 Euro/mc  (addirittura di 0,1 Euro/mc per gli utenti con ISEE inferiore a 8.030 Euro) . “Un ben di Dio, perbacco!” avranno pensato i Sindaci . Figurarsi poi come sono andati in solluchero alla notizia che la famigerata quota fissa sarebbe stata ridotta da 76  a 39 Euro l’anno, quasi dimezzandola.  “Bel colpo. Così si fa un figurone!” Si saranno detti e via di corsa  a stappare champagne, contenti di potersi ascrivere il merito di una siffatta proposta.

Sarà stata colpa della fretta , della disattenzione , del clima festaiolo prenatalizio, dell’ingenuità o dell’ incompetenza , fatto sta che il 4 dicembre scorso, Sindaci e Assessori  presenti alla riunione  hanno  fatto propria la proposta e 5 di loro , neanche dieci giorni dopo ,  l’hanno portata in Assemblea regionale AIT ottenendone  l’approvazione , forse senza neanche rendersi conto di aver così avallato rincari delle bollette per le utenze domestiche residenti che dal 1° gennaio 2016 aumentano anche del 23% , come si evince dal quadro allegato .

14 febbraio 2016

Comitato Acqua Pubblica Arezzo

Allegati:

Comunicato stampa Comitato Acqua Pubblica 14.02.2016
STANGATA 2016

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