La nostra esperienza con la politica

Dopo tanti anni di battaglie e di mobilitazione abbiamo dovuto concludere che la politica, quella che occupa e dirige le Istituzioni, è sorda ad ogni istanza che proviene dal basso. Certamente ciò riguarda la gestione del servizio idrico dove persino l’esito del referendum è rimasto lettera morta. Nel 2011 il 96% dei cittadini si è espresso per la gestione pubblica e senza profitto dell’acqua? La risposta della politica in questi 4 anni è stata l’esatto contrario: maggior peso dei privati e più profitti, accompagnati da continui ed ingiustificati aumenti di tariffe. Di fronte a tutto questo ci siamo sentiti impotenti: se nemmeno l’utilizzo di uno strumento costituzionale come il referendum abrogativo e se nemmeno la quasi unanime e conclamata opinione dei cittadini riesce a far cambiare le politiche nazionali e locali, cosa dobbiamo fare?

Ma non è solo un problema di gestione del servizio idrico

Nel corso di questi anni abbiamo capito, purtroppo, che il problema non riguarda solo l’acqua. In generale la cosa pubblica (rifiuti, trasporti, scuola, gestione del territorio etc.) invece di essere gestita nel solo interesse e secondo i soli voleri della comunità viene spesso amministrata per il tornaconto di pochi e contro il comune sentire della cittadinanza. L’esempio della gestione del ciclo dei rifiuti o dei trasporti pubblici aretini è emblematico: affidamenti fatti con finte gare d’appalto hanno avuto la caratteristica di confermare le solite gestioni, solo con maggiori oneri a carico dei cittadini. Ma anche nella gestione scuola, del territorio, dell’ambiente etc. riscontriamo una progressiva espulsione dell’interesse collettivo e un progressivo dominio dell’interesse particolare.

Il collasso del sistema democratico basato sui partiti

E’ evidente che abbiamo un problema di funzionamento del sistema democratico. Ormai da tempo i partiti (questi partiti) non sono più in grado di assolvere la funzione per la quale esistono: interpretare le istanze dei cittadini e trasferirle nell’amministrazione quotidiana. Mai nella storia di questa nostra Repubblica si era riscontrata una distanza così ampia fra la politica ufficiale e i bisogni e le aspettative reali dei cittadini. Lo scoraggiamento e l’astensionismo di larga fetta dell’elettorato che aumenta inesorabilmente ad ogni competizione elettorale ne è una prova eclatante ed indiscutibile.