LA PROMESSA RIDUZIONE DI FLUSSO IN CASO DI MOROSITA’ ERA UNA BALLA .

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NUOVE ACQUE APPLICA UN DISCHETTO MICROFORATO AL CONTATORE CHE OSTRUISCE QUASI TOTALMENTE IL PASSAGGIO DELL’ACQUA INTERROMPENDO DI FATTO L’EROGAZIONE ALL’ABITAZIONE DI CHI RISULTA MOROSO.

Ecco che tre mesi dopo la conferenza stampa del 20 dicembre Comune di Arezzo e Nuove Acque vengono sconfessati dai fatti: promisero che “ Le utenze morose non subiranno uno stop assoluto, ma godranno di flussi d’acqua minori gestiti da un regolatore. Questo passaggio non rappresenta che l’applicazione di quanto previsto dal Regolamento”.

Invece, tra ieri e oggi, operatori di Nuove Acque hanno effettuato in città una decina di interventi negli allacciamenti di utenti considerati morosi , applicando un dischetto microforato all’ingresso del loro contatore che di fatto non fa passare un bel niente e i loro rubinetti restano a secco, come asciutte restano le cassette dei servizi igienici.

Ai malcapitati non resta che correre agli sportelli di Nuove Acque a pagare le somme richieste o a concordare una rateizzazione .

O paghi ciò che chiedo o non ti do l’acqua”.

Non c’è che dire, il vecchio metodo funziona sempre, per chi ha in mano il coltello dalla parte del manico e se ne infischia di leggi e regolamenti, ancorchè da esso stesso modificati.

Peccato che Sindaco, Assessore , AD di Nuove Acque e compagnia cantante avessero annunciato tutt’altro modo di gestire i casi di morosità.

Riteniamo che questa condotta sia illecita alla luce della normativa vigente, perché l’art.61 Lg.221/2015 garantisce agli utenti morosi un quantitativo minimo di acqua per il soddisfacimento delle loro esigenze fondamentali.

Facciamo appello agli utenti che hanno già subito o che subiranno questo trattamento perchè si rivolgano a noi del Comitato per fornirci dati e testimonianze utili alla presentazione di un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica per darle modo di espletare le opportune verifiche al fine di rilevare se nei comportamenti di nuove Acque sia configurabile, come noi pensiamo, il reato di interruzione di pubblico servizio e/o di esercizio arbitrario delle proprie ragioni.

Arezzo, 14 marzo 2017 Comitato Acqua Pubblica Arezzo