Sindacati contro l’acqua pubblica?

Sindacati contro l’acqua pubblica?
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Il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo giudica assolutamente sproporzionato da parte dei sindacati manifestare la propria non condivisione del testo di una Proposta di Legge in discussione presso la Commissione Ambiente  della Camera  con  la proclamazione di uno sciopero.

E’ noto che nelle agende delle Commissioni parlamentari solitamente trovano posto numerose sedute dedicate alle audizioni dei diversi soggetti interessati non solo a stroncare o  a caldeggiare la proposta legislativa in discussione , ma anche di coloro che intendessero suggerire modifiche ritenute necessarie a correggerla o a colmarne eventuali mancanze.

E’ fuor di dubbio che la PdL Daga rappresenti finalmente la risposta della politica alla domanda di rispetto dell’esito dei referendum sull’acqua del giugno 2011 finora elusa .

Se i Sindacati preferiscono  una ripubblicizzazione del servizio idrico integrato da perseguire con “gestione diretta mediante società interamente pubbliche” anzichè  con la  “gestione  diretta mediante  aziende speciali”  basta che lo dicano , con i mezzi di cui dispongono e in tutte le sedi opportune,.

Peraltro ambedue le opzioni sono contenute nel testo della PdL in discussione. E anche nel caso in cui in sede parlamentare prevalesse la scelta per la gestione mediante  aziende speciali nel testo è comunque prevista una fase transitoria  per consentire la trasformazione delle attuali aziende di gestione da Società per Azioni ad Aziende Speciali . E comunque, sia nelle audizioni in  Commissione Ambiente che durante la discussione in Aula può essere sicuramente proposta e inserita una  norma di “salvaguardia” dei livelli occupazionali che disciplini in fatto di trasferimento dei lavoratori nelle trasformazioni da società di capitali ad enti di diritto pubblico.

Trovo totalmente pretestuoso e fuori luogo  l’accostamento fatto dai sindacati tra la lotta contro l’art 177 del codice appalti e la proposta di legge Daga, dato che il primo spinge per la concorrenza e la seconda fa uscire il servizio idrico dalla concorrenza.

E comunque l’art. 12 del codice degli appalti prevede l’esclusione delle concessioni del servizio idrico dall’applicazione del codice stesso. L’ art. 177 , inserito nella parte terza del codice , ovvero la parte sui contratti di concessione, non si applica al servizio idrico.

Di ciò si può agevolmente trovare conferma nelle linee guida ANAC n. 11 proprio dedicate all’ambito di applicazione dell’art. 177, di cui riporto il link ( il documento è breve):

https://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?id=f0a203560a7780424784627a21b1981f

Quindi, a maggior ragione, l’accostamento fatto dai sindacati tra i due temi è del tutto pretestuoso e fuorviante.

Oltretutto ieri il Consiglio dei Ministri ha deciso di bloccare le modifiche al codice degli appalti che tanto preoccupano i sindacati ed è ormai chiaro che  chi liberamente volesse scioperare il 17 dicembre lo farà per dire NO  alla proposta di legge sull’acqua pubblica tesa a rispettare l’esito dei due referendum del giugno 2011, ovvero la volontà popolare.

L’atteggiamento dei sindacati ci porta a pensare che si vogliano usare i Lavoratori per equilibri congressuali e magari accattivarsi sempre maggiori simpatie delle parti datoriali.

13 dicembre 2018                          per il    Comitato Acqua Pubblica Arezzo  gianfranco morini