Conferenza Territoriale 3: i Sindaci pronti a salvare il regime privatistico di Publiacqua

La Conferenza territoriale 3, competente per il territorio gestito da Publiacqua, si è riunita venerdì 23/11, per deliberare la proroga di tre anni all’azienda idrica. Con un colpo di mano da professionisti, la comunicazione dell’inserimento del tema scottante nell’ odg è arrivata alla maggior parte dei Sindaci solo il giorno prima.

La votazione è stata comunque rimandata a martedì 4 dicembre perché i Sindaci del Valdarno hanno dichiarato di non poter decidere prima di aver sottoposto la questione al parere dei rispettivi Consigli Comunali. Da rilevare però che nessuno di loro si è espresso contro il piano preconfezionato, al cui centro sta l’allungamento della gestione di Publiacqua.

Gli unici Sindaci ad essersi esposti e ad aver sostenuto con forza un deciso “NO” alla proroga sono stati i Primi Cittadini di Carmignano, Sesto Fiorentino e Vaglia. Tant’è che si sono tirati addosso lo sdegno di tutti, a cominciare dal Presidente dell’assise, l’Assessore fiorentino Perra che ha perfino interrotto il Sindaco di Carmignano, richiamandolo a quanto deciso all’unanimità in precedenti e separati consessi, ufficiali e ufficiosi. Soprattutto ufficiosi, viene da sottolineare.

Anche il Sig. Mazzei che a quanto ci risulta non è più Direttore Generale dell’AIT ma continua a presenziare e sentenziare come lo fosse, ha lanciato i suoi strali contro i “traditori”, dichiarando che l’Autorità Idrica non potrà assolutamente sostenere un eventuale piano alternativo a quello che prevede la proroga, perché solo quest’ultimo è già asseverato. In effetti, non c’è da dubitare che l’AIT, con l’ex Direttore in testa, abbia lavorato di conserva con una serie di Sindaci per predisporre e offrire un pacchetto fantastico.

Da mesi, infatti, una ristretta élite di Amministratori dirime, contratta, mercanteggia per far digerire la proposta di Publiacqua, che alla fine prevede: blocco delle tariffe, garanzia di investimenti, riduzione di costi superflui. Commuove veramente l’atteggiamento di certi Sindaci, dopo quasi venti anni di mala gestione di Publiacqua, attestati anche dall’ultima relazione annuale di AIT. Anni in cui i Primi Cittadini non hanno effettuato alcun controllo né avanzato opposizioni allo spadroneggiare del privato; anni in cui non hanno mostrato la minima preoccupazione per alcunché, comprese le tariffe tra le più alte d’Italia; anni in cui un referendum straordinario ha dato una indicazione inequivocabile, che pure continuano ad ignorare, eludere, calpestare.

Dunque, in cambio di promesse del tutto aleatorie da parte del gestore, i Sindaci del territorio di Publiacqua sarebbero disposti a concedere all’azienda un favore certo e concreto: la proroga di tre anni, perpetrando ulteriormente un regime privatistico oltreché fallimentare. E poi, la proroga basterà? Oppure si tratta dell’ennesimo escamotage dilatorio per mantenere e consolidare l’attuale sistema di gestione?

Del resto, anche la delibera votata dai Sindaci dell’ex ATO 3 nel luglio scorso, prefigura una falsa ripubblicizzazione, poiché assegna agli stessi l’identico ruolo che oggi hanno i privati nel puro e semplice sfruttamento della merce-acqua; e, si dice, verrà realizzata a partire dal 2024 soltanto dopo un’attenta verifica di sostenibilità economico-finanziaria. Ecco, pare che perfino i Sindaci vogliano trasformarsi in piccoli manager con l’aspirazione imprenditoriale al profitto. Di fatto, esclusi i tre Primi Cittadini contrari alla proroga, nella Conferenza Territoriale non si è udito un solo intervento politico, un solo richiamo a principi, impegni o responsabilità che esulassero da quelli prettamente economico-finanziari. Siamo arrivati addirittura all’apologia dei numeri che, al pari di una divinità, devono imperare.

C’è ancora una settimana di tempo prima della decisione sulla proroga. Auspichiamo un ripensamento generale da parte dei Sindaci. Certo è che faremo tutto il possibile per informare i cittadini su quanto sta accadendo. Ricordiamo, le elezioni sono vicine per tante Amministrazioni Comunali.

 

Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua

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Direttivo AIT. Fuori il Comune di Sansepolcro

Solo chi si allinea con la maggioranza merita di ricoprire certi ruoli?

Solidarietà del Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua al Comune di Sansepolcro, e all’Assessore Gabriele Marconcini, in particolare, esautorato dal Direttivo dell’Autorità Idrica Toscana.

Giovedì 5 ottobre, in occasione dell’elezione del nuovo Presidente dell’AIT, assolutamente scontata nei risultati, si è proceduto anche ad un “rinnovo” del Direttivo: ciò ha portato all’estromissione del Comune di San Sepolcro, divenuto troppo scomodo per la maggioranza PD.

In effetti, nell’ultimo periodo il partito di maggioranza della nostra regione si trova in serie difficoltà: ha perso, nell’ambito del suddetto organo collegiale, i Sindaci di Livorno, Arezzo e San Sepolcro, prima, e più recentemente i Primi Cittadini di Grosseto, Pistoia e Carrara.

Per mantenere un governo ferreo in sede di Direttivo, dunque si è visto bene di correre ai ripari, mirando a eliminare i Comuni che sfuggono al controllo. Per la Conferenza Territoriale n.1 “Toscana Nord” si sta temporeggiando ma l’obiettivo pare quello di far fuori il neo Sindaco 5 Stelle di Carrara. Mentre nell’area della Conferenza Territoriale n.4, dove Nuove Acque gestisce il servizio idrico, si è passati alle vie di fatto: la Conferenza Territoriale dell’Alto Valdarno, costituita da 36 Comuni, non è stata infatti neppure convocata, e la decisione sulla nomina di un altro Comune al posto di Sansepolcro è stata presa dai Sindaci presenti in AIT: Arezzo, Foiano della Chiana, Laterina, Montepulciano.

Come non bastasse, alla denuncia del governo di Sansepolcro, Il PD locale ha replicato attaccando duramente Marconcini, Assessore delegato dal Sindaco a rappresentarlo nel Direttivo AIT, tacciato di non essere stato all’altezza del compito. La verità è che a diversi Sindaci della Conferenza Territoriale 4 , avvezzi ad  eccepire poco o mai sulle scelte  calate dall’Autorità Idrica, di sicuro non è piaciuto l’atteggiamento  critico  e  spesso dissenziente  del rappresentante  del Comune di Sansepolcro verso talune scelte: dagli  aumenti tariffari alla spartizione degli utili, dalla pratica dei distacchi ai  piani d’investimento, al disciplinare dei gestori e, cosa  più grave di tutte, alla  proroga della concessione a Nuove Acque. In altri termini non è piaciuta una marcata discontinuità rispetto a chi in quel ruolo lo aveva preceduto, discontinuità segnata da azioni positive per l’interesse dei cittadini e del bene comune, estremamente sgradite invece ai maggiorenti di Gestore e AIT. Questi ultimi, per i ruoli che contano, preferiscono rappresentanti usi al più ad accennare un qualche dissenso ma lesti a ripiegare sul più comodo “vorrei ma non posso”.

Allora, nella democratica regione Toscana, chi si batte contro l’attuale modello di gestione del servizio idrico, per il rispetto quindi dell’esito referendario, per una gestione pubblica e senza profitti, vicina agli Enti Locali e partecipata dai cittadini, viene sbattuto fuori?

10 ottobre 2017     Comitato Acqua Pubblica Arezzo e  Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua

 

 

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