Il Tribunale di Arezzo dà ragione agli utenti sul rimborso della depurazione Respinto l’appello proposto da Nuove Acque

Il Tribunale di Arezzo, con una recentissima sentenza (n. 510/2019), a firma del Dott. Antonio Picardi, ha respinto l’appello  presentato da Nuove Acque Spa, contro la sentenza pronunciata dall’Ufficio del  Giudice di Pace di Arezzo, nella persona del Giudice Dr.ssa Carla De Santis, confermando il diritto dell’utente al rimborso degli importi indebitamente corrisposti a Nuove Acque, a titolo di quota di tariffa per la depurazione, a far data dal 3 ottobre 2000.

La causa aveva preso il via dal ricorso presentato da un utente M. F., assistito dallo Studio Legale Ponziani, di Città di Castello, al quale, pur non essendo servito da alcun impianto di depurazione, era sempre stata addebitata la quota di tariffa relativa alla depurazione, non dovuta a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008 ( che ha dichiarato la illegittimità di tale balzello, in mancanza del relativo servizio).

Tale quota era stata solo parzialmente rimborsata al medesimo, per il periodo successivo al 15 ottobre 2003; mentre veniva negato ogni rimborso per il periodo precedente ( 3 ottobre 2000/ 14 ottobre 2003).

In particolare l’utente, a titolo di depurazione, dal 2000 al 2003 aveva pagato oltre 400 euro, somma di cui aveva richiesto il rimborso a Nuove Acque, senza ottenere alcun riscontro.

Con la sentenza di primo grado, veniva quindi riconosciuto all’utente il diritto al rimborso della somma di €. 404,17, oltre interessi legali, e venivano disattese le eccezioni di Nuove Acque; in particolare veniva accolto quanto sostenuto dall’Avv. Ponziani, secondo cui alla fattispecie deve ritenersi applicabile l’art. 2946 del Codice Civile, che prevede la prescrizione ordinaria decennale del diritto al rimborso di somme indebitamente corrisposte, trattandosi di indebito oggettivo, ai sensi dell’art. 2033 c.c. Già in primo grado, Nuove Acque veniva anche condannata al pagamento delle spese legali.

Nei confronti della sentenza, veniva però proposto appello davanti al Tribunale di Arezzo, eccependo asseriti difetti delle sentenza di primo grado; senonchè, il Tribunale ha rigettato integralmente l’appello, e confermato il diritto del sig. M.F. al rimborso, condannando altresì Nuove Acque al pagamento delle spese legali, ed anche al pagamento di un ulteriore contributo unificato, per essere stato l’appello rigettato integralmente.

 La sentenza, assume una particolare importanza, per tutti gli utenti di Nuove Acque non serviti all’epoca da impianti di depurazione funzionanti, ai quali il gestore non ha rimborsato tutte le somme spettanti, che potrebbero complessivamente ammontare a qualche milione di euro.

Si calcola infatti che gli interessati siano diverse migliaia di utenti, i quali potranno far valere nei confronti del gestore, in presenza delle condizioni di legge, il diritto al rimborso integrale delle somme indebitamente corrisposte.

Per qualunque informazione è possibile rivolgersi al Comitato Acqua Pubblica di Arezzo , il lunedì  dalle 16 alle 18 presso la sede del Centro Enrico Berlinguer in Largo 1° Maggio  n. 80 Arezzo . Il martedì dalle 9 alle 12,30 presso il Circolo ACLI di San Leo – Arezzo . 

 

 www.comitatoacquapubblica.it              comitatoacquapubblica@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

Avv. Sandro Ponziani

 

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IL TAR NON ENTRA NEL MERITO E RESPINGE IL NOSTRO RICORSO CONTRO I RIMBORSI

IL TAR NON ENTRA NEL MERITO E RESPINGE IL NOSTRO RICORSO CONTRO I RIMBORSI BEFFA DEL 2013 CON TANTI SALUTI A CHI FIDAVA NELLA GIUSTIZIA !

Giusto un mese fa tre magistrati del TAR della Toscana, senza entrare nel merito della questione, hanno dichiarato inammissibile il ricorso che avevamo depositato il 4 gennaio 2014 a difesa del diritto degli utenti aretini di ricevere indietro 2,5 milioni di euro da Nuove Acque e di quello degli altri utenti toscani di riaverne un’altra decina. Soldi indebitamente pagati a titolo di remunerazione del capitale investito, nel periodo luglio-dicembre 2011, dopo cioè che tale componente era stata espunta dal metodo tariffario con il referendum abrogativo del giugno dello stesso anno.
Il ricorso si basava sul fatto che nell’ottobre del 2013 il Direttore Generale dell’Autorità di Ambito (A.I.T.), con l’avallo dei 13 Sindaci componenti il Consiglio Direttivo dell’Autorità medesima (organo in cui figuravano anche i primi cittadini di Arezzo e Sansepolcro), aveva di fatto decretato che i gestori toscani potevano trattenersi (e così fecero) quasi l’intero ammontare indebitamente incassato nel 2011 facendo sì che agli utenti venisse restituito solo il 6% di quanto loro spettava.
Ad esempio agli utenti di Nuove Acque tornarono indietro complessivamente 161.000 euro invece dei 2.533.000 dovuti . Una vera e propria beffa!

“INAMMISSIBILE PER DIFETTO DI INTERESSE ALL’IMPUGNAZIONE .”
E’ questa la motivazione con cui, a distanza di quattro anni , una terna di giudici amministrativi in vena di argomentazioni astruse ha respinto la richiesta tesa ad ottenere la riparazione del torto subito. Un torto che per i soli utenti di Nuove Acque vale qualcosa come 2,5 milioni di euro.
Per giunta i giudici, forse non ritenendo opportuno riconoscere ai ricorrenti la sussistenza dei giusti motivi del ricorso, hanno pure condannato Comitato e Forum per l’Acqua Pubblica al pagamento delle spese legali sostenute dalle controparti A.I.T. e Nuove Acque . Totale 5.000 euro.
Tranquilli ci frugheremo in tasca e li pagheremo, con difficoltà ma li pagheremo .
Di certo non faremo come fanno lorsignori quando perdono le cause e pagano le spese legali con i soldi incassati con le bollette dell’acqua pagate dagli utenti.

23 febbraio 2019 COMITATO ACQUA PUBBLICA AREZZO

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