Regione Toscana. PD e Lega sabotano il voto per una vera ripubblicizzazione dell’acqua

Il Consiglio Regionale Toscano ha chiuso in bellezza la legislatura: PD e Lega uniti, non partecipando, hanno impedito il voto sulla pdl per una reale ripubblicizzazione dell’acqua, presentata tre anni prima da Toscana a Sinistra. Se davvero ce ne fosse stato bisogno i due partiti maggiori, apparentemente in opposizione, ci hanno confermato come non esista differenza quando si tratta di mirare al profitto.

L’occasione poteva essere eccellente per dare una svolta alla gestione del servizio idrico, in senso democratico e partecipativo, nel rispetto e nella tutela di salute e ambiente; e rispondere finalmente alla volontà popolare espressa con i referendum del 2011. Invece i due schieramenti hanno sabotato il voto, accampando giustificazioni davvero risibili.

In tutti questi anni la maggior parte dei politici ha continuato a parole a dichiararsi a favore della ripubblicizzazione, per poi sostenere e facilitare in ogni modo la logica privatistica dello sfruttamento e del mercato: vedi, tra l’altro, le proroghe concesse a tutte le aziende idriche della regione.

In effetti però un cambiamento c’è stato negli ultimi anni: si sta facendo strada una “nuova” proposta. A dirla tutta, il Governatore Rossi ci aveva già pensato all’indomani dei referendum: affidare il servizio idrico ad una società con capitale interamente pubblico, che liquidando la parte privata, si accaparrasse interamente gli utili, magari facendoli restare in Toscana. L’idea sta mettendo d’accordo maggioranze e opposizioni, senza distinzione di colore, semplicemente perché gli utili fanno gola a tutti.

I Movimenti per l’Acqua hanno sempre rifiutato una visione puramente finanziaria ed economicistica della gestione del servizio idrico, e in generale del bene comune, ma non si sono limitati a dire “no” alle scelte dei governi locali e nazionale. C’è una pdl sulla ripubblicizzazione, elaborata su quella di iniziativa popolare proposta nel 2007, che ancora giace indiscussa in Commissione parlamentare. C’era anche la pdl non votata in Regione Toscana nell’ultimo Consiglio, elaborata sulla falsariga della stessa. Abbiamo però visto che fine ha fatto.

Siamo alla vigilia delle elezioni regionali: tanto più è doveroso allora chiedersi a quali principi, a quali valori si ispirino davvero i candidati delle due maggiori e “opposte” coalizioni in campo (CDX e CSX ) .

8 agosto 2020 Comitato Acqua Pubblica Arezzo

Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua

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Acqua sotto attacco da parte delPD e del governo

Cinque anni dopo la straordinaria vittoria referendaria del movimento per l’acqua, Partito Democratico, governo Renzi e ministro Madia tentano un doppio affondo per chiudere definitivamente l’anomalia di un pronunciamento democratico dell’intero paese, frutto di un’esperienza di partecipazione dal basso senza precedenti e di un’alfabetizzazione sociale che ha imposto il paradigma dei beni comuni contro il pensiero unico del mercato.
Nei prossimi giorni la legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua, presentata con oltre 400.000 firme nel 2007, approderà nell’aula parlamentare: vi arriverà, tuttavia, con una serie di emendamenti, portati avanti dal Partito Democratico, che ne stravolgerà il testo e il significato, eliminando ogni riferimento alla ripubblicizzazione del servizio idrico integrato e alla sua gestione partecipativa, che ne costituivano il cuore e il senso.
E’ bene che il PD sappia fin da subito che tutto questo non solo non viene fatto nel nostro nome, ma che è un’espressione di disprezzo della volontà popolare chiara, netta e senza ritorno.
E, mentre  in parlamento si consuma questa ignobile farsa , viene pubblicato il decreto attuativo della Legge Madia n. 124/2015  che è un vero e proprio documento liberista con cui si introduce l’obbligo di gestione dei servizi pubblici locali a rete attraverso società per azioni e ,dove queste fossero a totale capitale pubblico , di  rendere conto delle ragioni del mancato ricorso al mercato , di presentare un piano economico finanziario relativo a tutta la durata dell’affidamento , sottoscritto da un istituto di credito.
In  totale disprezzo della volontà popolare e della democrazia  il  Governo Renzi propone addirittura di reintrodurre  l’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito” nella composizione della tariffa , nell’esatta dicitura che  26 milioni di cittadini avevano democraticamente abrogato .
Alle donne e agli uomini che in tutti questi anni hanno detto chiaramente come l’acqua e i beni comuni siano garanzia di diritti universali e, come tali, da sottrarre al mercato e da restituire alla gestione partecipativa delle comunità territoriali, il compito di fermare Renzi, Madia e le lobby della finanza, che hanno deciso di assecondare.
Impediamo la definitiva espropriazione di ciò che ci appartiene : quando tutto sarà privatizzato saremo privati di tutto .
OGGI PIU’ CHE MAI SI SCRIVE ACQUA , SI LEGGE DEMOCRAZIA !

16 marzo 2016                                                                         Comitato Acqua Pubblica Arezzo

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