La prossima Amministrazione Comunale di Arezzo e la gestione del servizio idrico

La prossima Amministrazione Comunale di Arezzo e la gestione del servizio idrico
Cinque anni fa la partecipazione del Comitato Acqua Pubblica alle elezioni comunali di Arezzo, al
di là del risultato conseguito, consentì al tema della gestione dell’acqua di essere fra gli argomenti
centrali della campagna elettorale. Del resto che ad Arezzo il tema della gestione dell’acqua sia da
sempre particolarmente sentito lo dimostrano i risultati dei Referendum del 2011 dove, nonostante
una forte campagna di non voto mirante a non far ottenere il quorum, ben 43.156 cittadini del comune
di Arezzo si recarono alle urne e ben 40.871 (il 96%) di essi votò a favore della gestione pubblica e
senza profitto dell’acqua. Si pensi che nel 2015 al primo turno delle elezioni comunali , con oltre
400 candidati consiglieri comunali alla caccia del voto, il totale degli elettori aretini che si recarono
alle urne fu sostanzialmente analogo (44.680).
Preso atto che nell’imminente tornata elettorale ci sono 8 candidati che si contenderanno la carica
di Sindaco di Arezzo riteniamo opportuno e corretto nei confronti dei cittadini che essi si esprimano
chiaramente su come intenderanno agire nel corso dei 5 anni del loro mandato, se eletti, in merito
alla gestione del servizio idrico integrato.
Da parte nostra proponiamo ciò che secondo noi è necessario fare partendo da quello che i cittadini
di Arezzo hanno chiaramente detto di volere 9 anni fa: una gestione pubblica (intendendo per essa
una gestione effettuata da un ente di diritto pubblico) e senza profitto per il gestore. Ecco, anzitutto,
i candidati a Sindaco devono esplicitare chiaramente se condividono la volontà del 96% dei cittadini
che si recarono al voto nei referendum del 2011. E nel caso affermativo si devono impegnare ad usare
tutti i mezzi a loro disposizione per attuarne la volontà, nel rispetto delle leggi vigenti , facendosi
promotori di due opportune integrazioni allo Statuto del Comune: una per introdurre tra i princìpi
ispiratori un nuovo comma con cui si riconosca il diritto umano all’acqua, ossia all’accesso all’acqua
come diritto umano universale e venga attribuito all’acqua lo status di bene comune pubblico
inalienabile garantendo che la proprietà e la gestione della rete di acquedotto, potabilizzazione,
distribuzione, fognatura e depurazione siano pubbliche e inalienabili. Altra integrazione da apportare
allo Statuto di cui deve farsi promotore il prossimo Sindaco riguarda il capitolo dei Servizi pubblici
comunali dove, con un nuovo comma, va specificato che il servizio idrico integrato è un servizio
pubblico locale di interesse generale privo di rilevanza economica e che il Comune di Arezzo ,in
attuazione della Costituzione ed in armonia con i principi legislativi comunitari , nel pieno rispetto
della volontà popolare espressa con il voto dei cittadini nei due referendum sull’acqua del giugno
2011, al fine di rafforzare la coesione economico-sociale e territoriale, promuovere la solidarietà,
garantire la protezione dell’ambiente e della salute delle persone , realizza tale missione attraverso il
perseguimento della gestione pubblica del servizio idrico integrato effettuata da un soggetto o ente
di diritto pubblico non tenuto ad osservare le regole del mercato e della concorrenza .
In attesa che il Parlamento approvi la Proposta di Legge n. 52/2018 sulla gestione pubblica dell’acqua
e in Regione Toscana sia fatta una più che necessaria revisione della L.R. 69/2011 per riportare il
livello decisionale sul servizio idrico integrato nei municipi , sede più prossima ai cittadini che abitano
i territori dove tale servizio viene erogato , mantenendo l’autonomia gestionale degli attuali bacini
idrografici ottimali, il Sindaco del Comune di Arezzo, che è l’ente locale nettamente più importante
in seno alla Conferenza di ambito n. 4 e il maggiore azionista di parte pubblica di Nuove Acque, è
chiamato ad esprimere dei propri rappresentanti in seno al consiglio di amministrazione di Nuove
Acque, nel consiglio direttivo e nell’assemblea dell’A.I.T.(Autorità Idrica Toscana). Riteniamo che
a questi rappresentanti debba essere dato, da parte del Sindaco, un mandato politico preciso e coerente
con l’esito referendario fin dal momento dell’affidamento dell’incarico.
In primo luogo tali rappresentanti dovranno esprimere voti favorevoli solo nel caso in cui negli atti
di programmazione o di consuntivo gli utili di esercizio siano contenuti entro il limite dell’1% del
fatturato e bocciare qualsiasi proposta di distribuzione di dividendi , sia se destinati agli enti sia se
destinati al soggetto privato. Ogni avanzo di esercizio dovrà prioritariamente essere utilizzato per
nuovi investimenti o per agevolazioni tariffarie da praticare agli utenti.
In secondo luogo tali rappresentanti si dovranno adoperare per creare le condizioni per il riscatto del
servizio idrico integrato opponendosi a qualsiasi proposta di ulteriore proroga della concessione. Al
contempo essi si dovranno opporre all’ipotesi regionale di affidare ad un unico ente gestore il servizio
idrico dell’intera regione Toscana.
Il Comune di Arezzo, inoltre, essendo il comune capoluogo, nettamente il più importante per
dimensioni nella conferenza di ambito n. 4 e altrettanto importante come azionista di Nuove Acque
deve attivarsi nei confronti degli altri comuni al fine di creare una sorta di patto di sindacato in modo
da poter imporre in tutte le sedi la linea degli enti locali. Tale linea deve prioritariamente perseguire
ed ottenere la revisione dei “patti parasociali”, sottoscritti nel 1999 tra Comuni e Consorzio Intesa
Aretina (i privati capeggiati dalla multinazionale Suez), che erano palesemente sbilanciati a favore
dei soci privati e penalizzanti per la parte pubblica, ma che da oltre 11 anni non sono più validi.
Infine sulle tariffe del servizio idrico aretino che sono fra le più care d’Italia il Comune di Arezzo può
fare molto. Infatti le tariffe sono così alte non solo perché contengono l’illegittima componente del
profitto, ma anche perché vanno a coprire ingenti costi di gestione e di investimento di cui nessuno –
a parte il soggetto privato di Nuove Acque – sa nulla. Come è noto all’indomani del referendum alla
componente tariffaria del “profitto” venne semplicemente cambiato nome con ciò eludendo
completamente la volontà dei cittadini, ma nulla impedisce agli enti locali che lo vogliono di non
applicare la componente del profitto, comunque denominata, nelle tariffe del servizio idrico,
abbassando le stesse a favore di tutti i cittadini.
Ebbene il Comune di Arezzo deve istituire un Tavolo Tecnico Permanente aperto anche alla
partecipazione di altri Comuni e di nostri rappresentanti anche in considerazione del fatto che il
Comitato Acqua Pubblica di Arezzo svolge da anni, nell’intero ambito idrico aretino, un ruolo
determinante per la tutela degli interessi degli utenti .
Il Tavolo Tecnico deve avere il mandato dal Sindaco di Arezzo di effettuare nel dettaglio:
-analisi dei costi del gestore che poi determinano la tariffa
-analisi degli investimenti dal punto di vista contabile
-analisi degli investimenti dal punto di vista della loro efficacia
-analisi delle manutenzioni ordinarie e straordinarie
-analisi sull’utilità e correttezza delle cosiddette prestazioni accessorie
-analisi sugli appalti e sull’affidamento di lavori e servizi
-analisi e proposte per l’introduzione di un unico conguaglio tariffario annuo
-analisi e proposte sui rimborsi agli utenti per servizi non effettuati
-analisi e proposte di modifica sulle modalità di disalimentazione delle utenze
-analisi e proposte di modifica della Carta del Servizio e dei Regolamenti di acquedotto e fognatura
-analisi e proposte di modifica dell’articolazione tariffaria
ed avere il compito di relazionare pubblicamente la Giunta e il Consiglio Comunale sui risultati delle
analisi effettuate, le proposte elaborate e le problematiche affrontate e quelle da affrontare.
Nel caso in cui venissero riscontrate delle incongruenze il Comune di Arezzo, coinvolgendo anche
gli altri comuni, deve poi essere disposto a contestarle con determinazione e – se necessario – aprire
un vero e proprio contenzioso con il gestore.
Auspichiamo che su quanto sopra esposto ci sia un pronunciamento pubblico forte e chiaro da parte
di coloro che si candidano ad amministrare il Comune di Arezzo nei prossimi 5 anni.
26 agosto 2020 Comitato Acqua Pubblica Arezzo

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Il nostro commento sul SI’ della Camera alla discussione urgente della PdL sull’Acqua Pubblica.

Il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo commenta con
soddisfazione la notizia del “Sì” di Montecitorio che prelude alla
volontà della maggioranza dei parlamentari di rispettare una
volta per tutte la volontà espressa dai cittadini con il voto sui
Referendum del 2011 in ossequio al principio che la sovranità
appartiene al popolo il quale aveva chiaramente detto basta al
business dell’acqua , alle finalità di lucro e alla sua mercificazione.
L’acqua è un bene comune, primario e universale che deve essere
sottratto alle leggi del mercato e del profitto.

CAMERA DEI DEPUTATI RICHIESTA DI DISCUSSIONE URGENTE DELLA PROPOSTA DI LEGGE
PARLAMENTARE SULL’ACQUA PUBBLICA PRESENTATA DALL’ON. DAGA (M5S)
La Camera dei Deputati ha detto SI’ alla discussione urgente della
proposta di legge parlamentare sull’acqua pubblica , che quindi sarà
presto esaminata in Commissione Ambiente per essere poi discussa e
votata in Aula entro dicembre .
La votazione si è conclusa con 278 voti a favore di M5S e Lega, 89 voti
contrari di Forza Italia e 124 astenuti tra PD e FdI

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Conferenza stampa sulle Nuove Tariffe del Servizio Idrico

Il Comitato Acqua Pubblica sulle nuove tariffe del servizio idrico

Stampa e TV sono invitati alla conferenza stampa in programma

venerdì 30 dicembre, ore 11.00,
c/o sede Acli, via Guido Monaco 48, Arezzo


Il Comitato Acqua Pubblica, insieme alle Acli provinciali di Arezzo e all’Associazione Famiglie Numerose,
illustreranno le reali e concrete ricadute sugli utenti del nuovo piano tariffario relativo al servizio idrico, presentato nei giorni scorsi e in vigore a partire dal 2017.
Alla conferenza stampa parteciperanno il presidente del Comitato Acqua Pubblica Gianfranco Morini,
il presidente delle Acli di Arezzo Stefano Mannelli e il coordinatore dell’Associazione Famiglie Numerose Luca Agostini. 

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Acqua sotto attacco da parte delPD e del governo

Cinque anni dopo la straordinaria vittoria referendaria del movimento per l’acqua, Partito Democratico, governo Renzi e ministro Madia tentano un doppio affondo per chiudere definitivamente l’anomalia di un pronunciamento democratico dell’intero paese, frutto di un’esperienza di partecipazione dal basso senza precedenti e di un’alfabetizzazione sociale che ha imposto il paradigma dei beni comuni contro il pensiero unico del mercato.
Nei prossimi giorni la legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua, presentata con oltre 400.000 firme nel 2007, approderà nell’aula parlamentare: vi arriverà, tuttavia, con una serie di emendamenti, portati avanti dal Partito Democratico, che ne stravolgerà il testo e il significato, eliminando ogni riferimento alla ripubblicizzazione del servizio idrico integrato e alla sua gestione partecipativa, che ne costituivano il cuore e il senso.
E’ bene che il PD sappia fin da subito che tutto questo non solo non viene fatto nel nostro nome, ma che è un’espressione di disprezzo della volontà popolare chiara, netta e senza ritorno.
E, mentre  in parlamento si consuma questa ignobile farsa , viene pubblicato il decreto attuativo della Legge Madia n. 124/2015  che è un vero e proprio documento liberista con cui si introduce l’obbligo di gestione dei servizi pubblici locali a rete attraverso società per azioni e ,dove queste fossero a totale capitale pubblico , di  rendere conto delle ragioni del mancato ricorso al mercato , di presentare un piano economico finanziario relativo a tutta la durata dell’affidamento , sottoscritto da un istituto di credito.
In  totale disprezzo della volontà popolare e della democrazia  il  Governo Renzi propone addirittura di reintrodurre  l’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito” nella composizione della tariffa , nell’esatta dicitura che  26 milioni di cittadini avevano democraticamente abrogato .
Alle donne e agli uomini che in tutti questi anni hanno detto chiaramente come l’acqua e i beni comuni siano garanzia di diritti universali e, come tali, da sottrarre al mercato e da restituire alla gestione partecipativa delle comunità territoriali, il compito di fermare Renzi, Madia e le lobby della finanza, che hanno deciso di assecondare.
Impediamo la definitiva espropriazione di ciò che ci appartiene : quando tutto sarà privatizzato saremo privati di tutto .
OGGI PIU’ CHE MAI SI SCRIVE ACQUA , SI LEGGE DEMOCRAZIA !

16 marzo 2016                                                                         Comitato Acqua Pubblica Arezzo

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