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I Sindaci e la befana…col trucco!

ATTENTI CARI SINDACI, I MAGGIORENTI DI NUOVE ACQUE CON LA PROROGA DELLA CONCESSIONE MIRANO A FARVI FARE UNA BEFANA COL TRUCCO PER GLI UTENTI, VOSTRI CONCITTADINI, CHE SI RIVELERA’ UNA FREGATURA .

In questi giorni su stampa e televisioni si fa un gran parlare degli aumenti tariffari di energia elettrica , gas e autostrade che, come orologi svizzeri, scatteranno puntuali con l’inizio del nuovo anno, facendo rincarare le bollette a carico di famiglie ed imprese.

Stranamente nessuno parla dell’aumento contemporaneo del costo della bolletta dell’acqua che dal 1° gennaio 2018 subirà un incremento del 5% rispetto alla tariffa 2017.

Ciò non è affatto giustificato da maggiori costi di cui l’azienda gestrice deve farsi carico , bensì dalla volontà dei maggiorenti di questa società di realizzare sempre e costantemente maggiori profitti da spartire tra soci , pubblici e /o privati che siano.

Peraltro i soci privati come ogni anno anche nel 2018 beneficeranno per la diciannovesima volta di un milioncino di euro, pagato dagli utenti, per inutili consulenze e apporto di Know-how , iscritte a bilancio come “prestazioni accessorie” che ragionevolmente gli si sarebbero dovute riconoscere al più per i primi due o tre anni di gestione, poi basta, stop. Invece la storia continua!

I profitti netti conseguiti da Nuove Acque negli ultimi 5 anni ammontano a 22 milioni di Euro con una crescita di oltre il 5% annuo, quasi in perfetta sincronia con gli ultimi 5 aumenti tariffari di inizio anno.

Ergo: gli aumenti delle tariffe servono a incrementare il già ragguardevole ammontare dei profitti annui netti ( 10% netto sui ricavi da tariffa).

Se poi consideriamo che l’azienda può praticare le attuali tariffe per “grazia ricevuta” , ovvero per i buoni uffici dei burocrati dell’Ente di controllo (A.I.T.) e la ignoranza e/o dabbenaggine dei nostri amministratori pubblici che hanno acconsentito al recupero, con le attuali tariffe, di 22 milioni di Euro per pretestuosi maggiori esborsi che l’azienda avrebbe sostenuto in favore dei Comuni per anticipi sui canoni di concessione, tra il 2000 e il 2011.

Strano che i Sindaci non abbiano obiettato che proprio in quegli anni però Nuove Acque aveva applicato agli utenti tariffe del 30% superiori al prezzo massimo consentito , conseguendo un extra gettito di oltre 50 Milioni di Euro.

Ma veniamo all’ulteriore trovata con cui i maggiorenti di Nuove Acque si apprestano a “fare la befana” agli utenti aretini: una bella e provvidenziale (per la Società) proroga della concessione di tre anni , ma anche più, in cambio di un mirabolante raddoppio, ma anche più, degli investimenti con acclusa riduzione ai minimi termini degli incrementi tariffari (l’ 1% annuo invece del 5,5% consentito).

Lo dicevamo già ai Sindaci oltre un anno fa e oggi lo ripetiamo convintamente: “Non abboccate , è’ una bufala colossale!” Questa operazione serve a nascondere l’evidente incapacità di rimborsare nei termini (2021) i 40 Milioni di Euro che devono alle banche per estinguere, con ratei da 10 milioni l’anno, il “finanziamento di progetti” ottenuto nel 2005 , spostando in tal modo il momento della verità più avanti , tra qualche anno.

Se i Sindaci si degnassero di leggere con cognizione di causa i dati che l’azienda presentò ai Sindaci nel luglio 2016 per illustrare la mirabolante moltiplicazione degli investimenti con contemporaneo abbattimento degli incrementi della tariffa per gli utenti, si renderebbero facilmente conto che ciò non sarà realizzabile.

Ai Sindaci diciamo di valutare a fondo e non assecondare ingenuamente i desiderata di chi con l’acqua intende perpetrare l’arricchimento di pochi a scapito di famiglie e imprese che da tempo sono in forte difficoltà. Per parte nostra ci mettiamo a disposizione per ogni necessario approfondimento.

30 dicembre 2017 Comitato Acqua Pubblica Arezzo

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Ora anche i commercianti protestano per gli aumenti esosi delle bollette dell’acqua.

Meglio tardi che mai.

Quattro mesi fa, all’indomani della riunione della conferenza territoriale in cui furono ratificate le tariffe per la fornitura idrica per l’anno in corso, dopo essere entrato in possesso di tali dati e delle procedure di calcolo, il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo rilevò immediatamente che le nuove tariffe avrebbero generato aumenti assai consistenti, ben superiori a quelli massimi deliberati dall’Autorità di settore e denunciò la cosa mediante una diffusa campagna di informazione denominata “ La stangata firmata dai Sindaci”, articolata attraverso manifesti pubblici, gazebo, presidi, comunicati stampa e incontri con utenti e amministratori pubblici, sintetizzando con una tabella riassuntiva quelli che sarebbero divenuti gli importi degli aumenti per le varie fasce di consumo.

A seguito di questa campagna i più diffusi media locali , ma anche alcuni nazionali, dettero ampio risalto alla denuncia del Comitato Acqua Pubblica dando maggior voce alla sua protesta.

E’ da rilevare con sconcerto che i sindaci del comparto, azionisti di maggioranza della Società di gestione e sottoscrittori della nuova tariffazione, di fronte all’evidenza dei dati evidenziati dalla campagna del Comitato Acqua Pubblica fossero caduti letteralmente dalle nuvole asserendo che “qualcosa non quadrava” poiché per loro informazione le tariffe non avrebbero dovuto riportare aumenti così consistenti.

A metà marzo ,grazie all’eco di questa campagna, fu indetta dall’Autorità di ambito una nuova riunione della conferenza dei sindaci – tenutasi il 7 di aprile – nel corso della quale le tariffe vennero rimesse in questione deliberando una loro diminuzione generalizzata del 5% (a fronte, ricordiamo, di aumenti anche superiori al 20%), senza peraltro modificare le modalità di calcolo delle stesse.

E così, molti utenti che in questo periodo hanno avuto occasione di recarsi agli sportelli di Nuove Acque, si sono sentiti annunciare con enfasi che nella prossima bolletta avrebbero trovato una piacevole sorpresa e cioè la riduzione del 5% della tariffa da parte del gestore!

In questi giorni apprendiamo dalla stampa che anche Confesercenti, in seguito all’arrivo delle nuove bollette, ha rilevato per la propria categoria l’esosità degli aumenti che denunciammo già 4 mesi fa. Meglio tardi che mai. Prendiamo atto ,quindi, con soddisfazione che una nuova voce di protesta si aggiunge alla nostra nello stigmatizzare in primo luogo l’operato dei sindaci che sei mesi fa avevano approvato le tariffe senza rendersi conto, secondo quanto da loro affermato, dell’entità degli aumenti e in secondo luogo nel richiedere maggiore trasparenza e condivisione con il territorio, oltreché una reale vigilanza da parte di chi è preposto ad effettuarla.

Auspichiamo pertanto che le associazioni di categoria, così come tutte le altre organizzazioni di rappresentanza dei cittadini ed utenti, si uniscano con il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo per sostenere insieme da ora in avanti queste istanze nell’interesse degli utenti.

Arezzo, 10 giugno 2016                                              Comitato Acqua Pubblica Arezzo

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