I portatori d’acqua (a loro insaputa?)

Pubblichiamo tanto per chiarire che i “portatori d’acqua” a supporto dei soci privati di Nuove Acque (a loro insaputa ?) sono i sindaci – come quello di Civitella – che sostengono la tesi per cui se non si estende di ulteriori 3 anni (dal 2024 al 2027) decidendo ora – subito –  l’affidamento in concessione a Nuove Acque la situazione resterebbe “inchiodata” e si avrebbero aumenti di tariffa ma senza investimenti.

Nel luglio 2016 l’ Autorità Idrica Toscana presentò ai sindaci questa “proiezione 2016-2024” a corredo del Piano tariffario -PEF 2016-2019 che poi i sindaci fecero proprio e approvarono. In quell’occasione partecipò e votò per l’approvazione anche il Sindaco (sindaca?) di Civitella, Ginetta Menchetti, forse anche allora lo fece “a sua insaputa” poichè, come si vede dal piano approvato (e tutt’ora vigente), si riporta che tra il 2016 e il 2024 non solo le tariffe scenderanno del 35% ma nello stesso periodo sono previsti investimenti per oltre 63 Milioni di Euro. 😎

 

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I Sindaci e la befana…col trucco!

ATTENTI CARI SINDACI, I MAGGIORENTI DI NUOVE ACQUE CON LA PROROGA DELLA CONCESSIONE MIRANO A FARVI FARE UNA BEFANA COL TRUCCO PER GLI UTENTI, VOSTRI CONCITTADINI, CHE SI RIVELERA’ UNA FREGATURA .

In questi giorni su stampa e televisioni si fa un gran parlare degli aumenti tariffari di energia elettrica , gas e autostrade che, come orologi svizzeri, scatteranno puntuali con l’inizio del nuovo anno, facendo rincarare le bollette a carico di famiglie ed imprese.

Stranamente nessuno parla dell’aumento contemporaneo del costo della bolletta dell’acqua che dal 1° gennaio 2018 subirà un incremento del 5% rispetto alla tariffa 2017.

Ciò non è affatto giustificato da maggiori costi di cui l’azienda gestrice deve farsi carico , bensì dalla volontà dei maggiorenti di questa società di realizzare sempre e costantemente maggiori profitti da spartire tra soci , pubblici e /o privati che siano.

Peraltro i soci privati come ogni anno anche nel 2018 beneficeranno per la diciannovesima volta di un milioncino di euro, pagato dagli utenti, per inutili consulenze e apporto di Know-how , iscritte a bilancio come “prestazioni accessorie” che ragionevolmente gli si sarebbero dovute riconoscere al più per i primi due o tre anni di gestione, poi basta, stop. Invece la storia continua!

I profitti netti conseguiti da Nuove Acque negli ultimi 5 anni ammontano a 22 milioni di Euro con una crescita di oltre il 5% annuo, quasi in perfetta sincronia con gli ultimi 5 aumenti tariffari di inizio anno.

Ergo: gli aumenti delle tariffe servono a incrementare il già ragguardevole ammontare dei profitti annui netti ( 10% netto sui ricavi da tariffa).

Se poi consideriamo che l’azienda può praticare le attuali tariffe per “grazia ricevuta” , ovvero per i buoni uffici dei burocrati dell’Ente di controllo (A.I.T.) e la ignoranza e/o dabbenaggine dei nostri amministratori pubblici che hanno acconsentito al recupero, con le attuali tariffe, di 22 milioni di Euro per pretestuosi maggiori esborsi che l’azienda avrebbe sostenuto in favore dei Comuni per anticipi sui canoni di concessione, tra il 2000 e il 2011.

Strano che i Sindaci non abbiano obiettato che proprio in quegli anni però Nuove Acque aveva applicato agli utenti tariffe del 30% superiori al prezzo massimo consentito , conseguendo un extra gettito di oltre 50 Milioni di Euro.

Ma veniamo all’ulteriore trovata con cui i maggiorenti di Nuove Acque si apprestano a “fare la befana” agli utenti aretini: una bella e provvidenziale (per la Società) proroga della concessione di tre anni , ma anche più, in cambio di un mirabolante raddoppio, ma anche più, degli investimenti con acclusa riduzione ai minimi termini degli incrementi tariffari (l’ 1% annuo invece del 5,5% consentito).

Lo dicevamo già ai Sindaci oltre un anno fa e oggi lo ripetiamo convintamente: “Non abboccate , è’ una bufala colossale!” Questa operazione serve a nascondere l’evidente incapacità di rimborsare nei termini (2021) i 40 Milioni di Euro che devono alle banche per estinguere, con ratei da 10 milioni l’anno, il “finanziamento di progetti” ottenuto nel 2005 , spostando in tal modo il momento della verità più avanti , tra qualche anno.

Se i Sindaci si degnassero di leggere con cognizione di causa i dati che l’azienda presentò ai Sindaci nel luglio 2016 per illustrare la mirabolante moltiplicazione degli investimenti con contemporaneo abbattimento degli incrementi della tariffa per gli utenti, si renderebbero facilmente conto che ciò non sarà realizzabile.

Ai Sindaci diciamo di valutare a fondo e non assecondare ingenuamente i desiderata di chi con l’acqua intende perpetrare l’arricchimento di pochi a scapito di famiglie e imprese che da tempo sono in forte difficoltà. Per parte nostra ci mettiamo a disposizione per ogni necessario approfondimento.

30 dicembre 2017 Comitato Acqua Pubblica Arezzo

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Assemblea dei soci Nuove Acque

Apprendiamo che venerdì 28 aprile  si è tenuta  l’assemblea dei soci di Nuove Acque per l’approvazione del bilancio 2016 .

Purtroppo nonostante che il giorno prima avessimo inviato una “lettera aperta” a diversi Sindaci perchè non approvassero alcuna  spartizione di utili ,  pare  che soltanto alcuni Comuni – detentori del 26% del capitale sociale – abbiano votato contro la proposta degli amministratori di destinare a “dividendi”  una parte consistente degli utili (circa 1,8 Milioni).
Al momento del voto l’Assemblea , partita già con la defezione di qualche Comune e l’abbandono di alcuni Sindaci – o loro delegati-  che se ne sono andati prima della votazione , ha dovuto registrare anche l’astensione di qualche altro rappresentante di parte pubblica.
In tale contesto il delegato dei  soci privati con il suo 46% di azioni  ha potuto “vincere facile” .  
SUEZ- e ACEA  hanno ottenuto anche ‘stavolta quanto si erano proposti di ottenere.
Certo, c’è stato un numero di oppositori inedito rispetto agli anni passati, ma hanno comunque portato a casa il risultato.
Pare che la ferma posizione contraria assunta dal delegato del Sindaco di Arezzo (con il 16% di azioni)  abbia contribuito non poco a stimolare altri Comuni ad opporsi alla proposta di spartizione degli utili avanzata dagli Amministratori della Società che, è bene ricordarlo, è praticamente in mano ai soci privati.
Aspettiamo comunque di poter leggere il verbale della seduta di approvazione del bilancio per fare le opportune considerazioni e decidere le modalità per una nostra conseguente presa di parola sul deplorevole comportamento dei rappresentanti di parte pubblica  assenti, di quelli che si sono astenuti e ,soprattutto, di coloro che hanno dato il loro assenso alla spartizione degli utili generati da tariffe esose e  costantemente crescenti  per un servizio pubblico essenziale gestito in regime di monopolio.

Due giorni fa, prima dell’assemblea,  avevamo scritto ai Sindaci:
Caro Sindaco,

circola voce  che  a giorni si dovrebbe tenere l’Assemblea dei Soci di Nuove Acque per l’approvazione del bilancio 2016.

Pare che in quella sede dagli amministratori verrà avanzata la proposta di destinare a dividendi una parte dell’utile di esercizio conseguito nel 2016 il cui importo sarà anche superiore a quello dei dividendi decisi l’anno passato.
A differenza degli oneri di concessione i  Comuni, per il proprio bilancio , non dovrebbero contare  su tali proventi ed è riprovevole che, sul punto, già l’anno scorso i Sindaci non si siano  dichiarati contrari .
A prescindere dal fatto che è già di per sè  discutibile che con la  gestione dell’ACQUA vengano  realizzati ogni anno utili sempre crescenti, ciò che non è accettabile  è che parte di questi utili vengano poi spartiti tra soci e non destinati a riserva straordinaria da utilizzare per far fronte al pagamento dei ratei del Project Financing che, come è noto, deve essere “rimborsato” entro il 2021.
La normativa di settore prevede che una parte dell’utile venga destinato al  FONI (fondo per nuovi investimenti) e/o alle agevolazioni tariffarie.
Comunque ciò che non viene destinato a tali scopi, deve essere ragionevolmente accantonato per “rimettere” il debito con le banche che oggi  ammonta a circa 45 milioni e va estinto entro il 2021, la qual cosa presenta di per sè enormi difficoltà anche se, da ora in avanti,  volessimo destinare a riserva straordinaria  l’intero utile di ogni esercizio.
Peraltro la società continua imperterrita ad elargire circa 800.000 euro l’anno ai “soci privati industriali” per inutili consulenze che, alla fine della fiera, avranno fruttato loro  25 Milioni in 25 anni.
Quindi qualunque decisione che  comporti anche una parziale spartizione dell’utile conseguito nel 2016 non è certamente da avallare .
Differentemente da Nuove Acque, Publiacqua e Acque SpA, negli ultimi tre anni gli altri  gestori della Toscana non hanno destinano gli utili, o parte di essi, a dividendi.
E’ quantomai opportuno, quindi,  dire No alla spartizione degli utili generati con la gestione monopolistica di un servizio pubblico essenziale e dire invece Sì al loro impiego per investimenti su reti e impianti acquedottistici e/o alla remissione dei debiti esistenti.
Grazie per l’attenzione.
29 aprile 2017                                                                                        Comitato Acqua Pubblica Arezzo
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Bollette dell’acqua 2017, la “patacca” delle agevolazioni per le utenze deboli

 

Avendo letto l’intervista rilasciata a Matteo Cialini dall’Ad di Nuove Acque Francesca Menabuoni, pubblicata ieri su Arezzo Notizie , ci premuriamo di far presente che non è tutt’oro quel che riluce, mettendo in evidenza il fatto che, contrariamente agli anni passati, da ora in avanti le cosiddette “utenze deboli” (circa 3.000 famiglie con ISEE inferiore a 8.030 euro) dovranno intanto far fronte al pagamento di bollette con importi raddoppiati rispetto al 2016, poiché dal 1° gennaio non verranno loro più applicate tariffe ridotte del 50%, per cui molti si troveranno nella condizione di non poter pagare le bollette e ciò causerà un incremento delle morosità.

E’ vero che quest’anno, al posto dello sconto tariffario del 50% che prima veniva automaticamente applicato agli utenti che presentavano una certificazione ISEE inferiore agli 8.030 euro , viene messo a loro disposizione un fondo (alimentato dai ricavi da tariffa) di 330.000 euro cui si potrà accedere presentando istanza entro il 30 aprile e successivamente si potranno ottenere rimborsi di 20 euro a bolletta , ma questo provvedimento non può essere scambiato per una misura che va a favorire le utenze deboli, tutt’altro.

E’ vero anche che la responsabilità della scelta di complicare la vita alle famiglie in difficoltà non è da attribuire alla Società di gestione o all’ Ad Menabuoni , bensì è da far carico alla solita attitudine dei Sindaci ad approvare acriticamente qualsiasi proposta venga avanzata dai burocrati dell’Autorità Idrica Toscana in ossequio alle delibere partorite negli appositi pensatoi dell’AEEGSI , quella che si è rivelata essere la più inadatta delle autorità cui affidare la “regolazione” del bene pubblico acqua a tutela dell’interesse generale : quello dei cittadini-utenti.

Tornando a Nuove Acque, pur prendendo atto della sensibilità che l’Azienda dimostra di avere nei confronti delle famiglie numerose, con l’annunciata costituzione di uno speciale fondo, cui sarà devoluto un centesimo dell’utile di esercizio, e messo a disposizione di famiglie con più di 4 figli , dobbiamo evidenziare però che quelle stesse famiglie saranno comunque tenute prima a pagare le bollette (più care dell’ 8%) per poi vedersi restituire qualche spicciolo nelle successive bollette , al termine dell’immancabile iter burocratico.

La Società di gestione , ma soprattutto i Sindaci sanno bene che per rendere equa la ripartizione dei costi del servizio idrico e non sfavorire ma aiutare le famiglie numerose (tutte, non solo quelle con più di 4 figli), è necessario introdurre un sistema tariffario che, per le utenze domestiche residenti, nell’attribuzione degli scaglioni di consumo annuo tenga conto del numero dei componenti il nucleo familiare, assegnando cioè quantitativi di consumo annuo a scaglioni e prezzi progressivi non “per utenza” ma “per ogni componente” del nucleo familiare servito.

Ricordiamo che questi ed altri aspetti critici della gestione del servizio idrico aretino , come l’andamento crescente delle tariffe dal 2015 al 2017 ( vedere tabella allegata) furono da noi posti all’attenzione dell’Amministrazione comunale e dei cittadini lo scorso mese di dicembre durante una la conferenza stampa indetta congiuntamente con ACLI , MCL e Associazione Famiglie Numerose.

Arezzo, 6 febbraio 2017 Comitato Acqua Pubblica Arezzo

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