Conferenza stampa sulle Nuove Tariffe del Servizio Idrico

Il Comitato Acqua Pubblica sulle nuove tariffe del servizio idrico

Stampa e TV sono invitati alla conferenza stampa in programma

venerdì 30 dicembre, ore 11.00,
c/o sede Acli, via Guido Monaco 48, Arezzo


Il Comitato Acqua Pubblica, insieme alle Acli provinciali di Arezzo e all’Associazione Famiglie Numerose,
illustreranno le reali e concrete ricadute sugli utenti del nuovo piano tariffario relativo al servizio idrico, presentato nei giorni scorsi e in vigore a partire dal 2017.
Alla conferenza stampa parteciperanno il presidente del Comitato Acqua Pubblica Gianfranco Morini,
il presidente delle Acli di Arezzo Stefano Mannelli e il coordinatore dell’Associazione Famiglie Numerose Luca Agostini. 

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NUOVE ACQUE INTIMORISCE GLI UTENTI

OPERATORI DI NUOVE ACQUE INTIMORISCONO GLI UTENTI CON FORME DI INDEBITO CONDIZIONAMENTO.

Quelle messe in atto in questi giorni dal gestore privato dell’acqua pubblica non possono essere definite in altro modo: pratiche aggressive lesive del diritto alla privacy.

Abbiamo appreso che operatori di Nuove Acque, normalmente impegnati in attività operative di carattere tecnico, sono stati sguinzagliati in giro per Arezzo e dintorni dall’azienda , con l’incarico di consegnare agli utenti morosi uno stampato contenente numero e importo di fatture che risultano, in tutto o in parte , non pagate . E fin qui nulla di che allarmarsi , se non fosse per il fatto che questi operatori approcciano gli utenti con fare risoluto e arcigno , quasi arrogante che poco si addice al comportamento discreto e impersonale che dovrebbe tenere un semplice latore di missive, sia pure queste evidenzino una situazione debitoria del destinatario.

Ci è stato riferito di numerosi casi in cui gli operatori di Nuove Acque non si sono limitati alla consegna dell’estratto conto ma, eccedendo, hanno proferito verbosi avvertimenti e appellato come “morose” le persone che gli hanno aperto la porta di casa , senza tanti complimenti, seduta stante , indipendentemente che si trovassero sul pianerottolo , per le scale o sul marciapiede davanti casa , in luogo aperto , quindi in pubblico, minacciandole di distacco del contatore se non avessero provveduto entro un paio di giorni a pagare quanto richiesto , senza rispetto alcuno della privacy.

A taluni , prima di consegnare loro il foglio con l’estratto conto, l’operatore ha aggiunto di propria mano, sullo stampato, la dicitura “chiusura contatore per morosità ” e , alle rimostranze degli utenti per l’esagerazione della misura minacciata, rispetto alle contestate e parziali morosità, egli ha replicato in modo risoluto che essendo comunque morosi se non avessero regolarizzato la pendenza con l’azienda, lui sarebbe tornato di lì a qualche giorno per applicare un “rubinetto”o una “valvola” al contatore, in modo da ridurre il flusso d’acqua , a loro spese, ma che successivamente avrebbe anche proceduto al distacco della fornitura.

Decine di utenti sono stati sottoposti in questi giorni a tale trattamento da parte degli operatori di Nuove Acque, tra loro molti sono quelli che , a seguito del mancato rispetto dell’esito referendario, dal 2012 in poi hanno praticato l’autoriduzione del 13% delle bollette emesse a loro carico , in adesione alla campagna di “obbedienza civile” lanciata dal Comitato Acqua Pubblica , stante che dopo il referendum nelle tariffe applicate è stata mantenuta la componente abrogata relativa alla “remunerazione del capitale investito”.

Esortiamo gli utenti che sono fatti oggetto di tali comportamenti non rispettosi del Codice del consumo e lesivi del diritto alla privacy, di pretendere risolutamente dagli operatori di Nuove Acque il rispetto dovuto e da parte dell’azienda il rispetto del Regolamento che prevede comunque, prima dell’eventuale limitazione o sospensione della fornitura, che all’utente considerato moroso dal gestore sia fatto pervenire un avviso bonario e successivamente notificata una diffida ad adempiere entro 10 giorni al pagamento di quanto dovuto . E’ pertanto da ritenersi illecita ogni altra diversa modalità di trattamento delle morosità.

E’ noto che anche al Consiglio di Stato , cui i Comitati per l’Acqua Pubblica si sono appellati, sono sorti dubbi circa la legittimità delle tariffe dell’acqua praticate successivamente all’abrogazione referendaria, come da noi denunciato , tant’è che il 10 novembre 2015 i massimi Giudici amministrativi dello Stato hanno dato incarico ad un apposito Collegio peritale-tecnico di accertare la congruità e la legittimità stessa del sistema tariffario post referendum.

E’ inoltre noto che il 15 marzo scorso il Consiglio di Stato, con propria ordinanza, ha fissato l’udienza per il pronunciamento di merito al 16 dicembre prossimo.

In questa situazione Nuove Acque ha scelto di incalzare gli utenti con pratiche aggressive volte a condizionarne l’atteggiamento e a ridurne la capacità di resistenza , anziché attendere ragionevolmente l’esito del ricorso pendente al Consiglio di Stato e agire di conseguenza.

Davvero questo è uno strano Paese dove nel 2011 venne cancellata con un referendum la possibilità per i gestori dell’acqua di fare profitti, ma da allora in avanti le bollette anziché diminuire sono aumentate di oltre il 30% e con esse sono cresciuti vertiginosamente gli utili stratosferici delle società di gestione, che restano saldamente in mano ai privati !

Un attacco proditorio portato al sistema democratico con il concorso della peggiore politica e dei suoi maggiori rappresentanti ; dai più alti scranni in giù , passando per le istituzioni regionali , fino a quelle locali, con la quasi totalità dei sindaci rivelatisi campioni d’ inerzia per pavidità, inettitudine, opportunismo o convenienza .

Ed è per questo che Nuove Acque non paga mai pegno! Qualsiasi cosa faccia di irregolare , malgrado talvolta venga sonoramente sanzionata ; malgrado sia stata numerose volte condannata a rimborsare gli utenti per indebiti e a pagare spese legali ; malgrado di fatto non applichi realmente tariffe per fasce di consumo su base annua; malgrado che per oltre un decennio abbia fatto pagare agli aretini tariffe superiori del 30% il limite massimo fissato dalla legge; malgrado che dopo la sentenza d’incostituzionalità dell’onere della depurazione posto a carico delle utenze non collegate ad un depuratore abbia continuato per quasi 6 anni a farsela pagare da migliaia di utenti non depurati; malgrado applichi tariffe elevate a tutti e particolarmente esose per i nuclei familiari numerosi; malgrado abbia un forte indebitamento e scarse possibilità di poterlo risolvere nei termini fissati: Niente.

A Nuove Acque non succede mai niente! I privati sempre al comando e i rappresentanti di parte pubblica dietro, sempre tranquilli, acquiescenti, muti e consenzienti .

Tanto, vada come vada , chi paga e continuerà a pagar pegno sono e saranno sempre i cittadini-utenti !

17 settembre 2016

Comitato Acqua Pubblica Arezzo

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CITTA’ PER CITTA’ QUANTO COSTA OGGI L’ACQUA IN TOSCANA

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Scriveva ieri Sergio Rossi sulle pagine de La Nazione che la qualità dell’acqua fornita ai rubinetti degli aretini è “notevole”e “l’eccellenza” è certificata come risulta anche dalle analisi del laboratorio Hygien di Cerbaia che attribuisce all’acqua di Arezzo un voto di 8,5 posizionandola al terzo posto in Toscana per qualità dietro a quella di Firenze (voto 9,5) e Massa Carrara (voto 9).

Bene, un tale risultato non può che far piacere agli aretini che, per dissetarsi, saranno spinti sicuramente ad incrementare l’uso dell’acqua del proprio rubinetto al posto di quella comprata in bottiglie al supermercato.

Come scrive però lo stesso Sergio Rossi: “Ma c’é l’altra faccia della medaglia. Qui tariffe sono tra le più care d’Italia”. E su questa parte dell’articolo non ci possiamo esentare dal dover precisare meglio alcuni dati che, in un certo senso, rincarano la dose sul lato negativo della gestione.

 

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Gli importi si riferiscono al costo della bolletta dell’acqua che in un anno deve pagare una famiglia di 3 persone con un consumo di 150 metri cubi, in base alle tariffe in vigore a giugno 2016 .

Inoltre:

  • fino al 1999 le tariffe pagate dagli aretini per il servizio idrico integrato coprivano l’ 80% dei costi di esercizio che il Comune sosteneva per questo servizio
  • Dall’avvento di Nuove Acque (1999) ad oggi gli aretini hanno subìto aumenti delle bollette superiori al 300% ai quali vanno aggiunti gli incrementi del 20% già programmati per il prossimo triennio , al netto di un ulteriore aumento del 13% attribuibile pare a fantomatici conguagli . Pertanto da qui al 2019 gli aretini subiranno un ulteriore incremento delle bollette del 33% .
  • Venti anni fa (1996) nella rete idrica della città di Arezzo si registravano perdite del 26% quindi non era affatto da considerarsi un “colabrodo” .
  • Prima dell’affidamento in concessione a Nuove Acque del proprio servizio idrico il Comune di Arezzo aveva realizzato e inaugurato l’impianto di potabilizzazione di Poggio Cuculo , dove già affluiva l’acqua proveniente dall’invaso di Montedoglio.
  • Già prima dell’affidamento a Nuove Acque il Comune di Arezzo aveva dotato la città dell’attuale rete di collettori fognari afferenti al depuratore del Casolino, a quello di Ponte a Chiani, a quello di Ponte alla Chiassa e a quello di Quarata.

10 settembre 2016

Comitato Acqua Pubblica Arezzo

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Violazioni commesse da Nuove Acque in materia tariffaria (con relativa sanzione dell’Autorità Nazionale).

NUOVE ACQUE PAGA LA SANZIONE COMMINATALE DALL’AUTORITA’ NAZIONALE PER VIOLAZIONI DELLE DISPOSIZIONI IN MATERIA TARIFFARIA AMMETTENDO QUINDI LE PROPRIE GRAVI RESPONSABILITA’

Il Comitato Acqua Pubblica ha recentemente appreso, a seguito di richiesta di accesso agli atti, che Nuove Acque, anziché ricorrere come sembrava dal suo comunicato stampa del giugno 2016, ha provveduto al pagamento della sanzione di 38.000 euro per violazione delle disposizioni in materia di regolazione tariffaria del servizio idrico integrato.

Lo stato maggiore di Nuove Acque ha quindi inconfutabilmente ammesso le proprie gravi responsabilità. A questo proposito chiediamo formalmente e pubblicamente a Nuove Acque di esplicitare a chi verrà addebitata questa multa: allo stato maggiore di Nuove Acque che ha sbagliato o, come al solito, agli utenti attraverso le bollette?

Formuliamo questa richiesta perché se a pagare saranno chiamati i cittadini/utenti il paradosso questa volta sarebbe veramente ai limiti dell’immaginabile; infatti in questo caso i cittadini, oltre ad aver già pagato una tariffa superiore al consentito dalla legge, si troverebbero persino a dover pagare la sanzione per la sua determinazione superiore ed illegittima.

Naturalmente non è solo una questione di “paradossi” ma di rispetto delle vigenti normative: se coloro che hanno la responsabilità dell’ordinaria e straordinaria amministrazione della società (cioè la parte privata di Nuove Acque) non risponderanno in proprio sarà il Comitato ad effettuare le opportune segnalazioni alle autorità competenti. Ovviamente poi ci sono “le conseguenze di carattere tariffario delle condotte accertate e sanzionate dall’Autorità, ivi compresa l’eventuale definizione delle componenti tariffarie a conguaglio” che “verranno elaborate e gestite dalla competente Direzione Sistemi Idrici” (testuale risposta della Direzione Sanzioni e Impegni dell’Autorità nazionale ad una richiesta informazioni del Comitato).

Proprio per questo motivo oggi stesso è stata inviata un’ulteriore richiesta di informazioni a cura del Comitato indirizzata proprio alla Direzione Sistemi Idrici al fine di sapere con quali modalità verrà rimborsato agli utenti quanto fatturato in modo superiore rispetto al dovuto.

Comitato Acqua Pubblica Arezzo Arezzo, 01 settembre 2016

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Nuove Acque e la proposta indecente

SFACCIATA  PROPOSTA  DI NUOVE ACQUE : ALTRI AUMENTI DELLE TARIFFE  E RICHIESTA DI PROROGA DELLA CONCESSIONE. VIA LIBERA DAI SINDACI , CON UNA SOLA ECCEZIONE: SANSEPOLCRO.

Con l’opposizione ferma e determinata del rappresentante del Comune di Sansepolcro , lunedì 11 luglio ad Arezzo , in sede di Conferenza Territoriale 4 ,  si è consumato l’ennesimo e tristo spettacolo di sindaci e assessori da loro delegati  che hanno prestamente  approvato un ulteriore aumento delle bollette dell’acqua : + 19,6%  per il  quadriennio 2016 – 2019 .

Questo avviene dopo che, già dal 1° gennaio di quest’anno , famiglie e imprese hanno dovuto sopportare  sostanziosi rincari , che per la stragrande maggioranza degli utenti hanno superato anche la soglia del 20%  rispetto alle tariffe pagate nel 2015.

Per sovrappiù  sindaci e assessori , con il voto contrario di quello di Sansepolcro,  hanno colto l’occasione per dichiararsi favorevoli alla proposta di allungamento di due anni e mezzo della concessione – da giugno 2024 a dicembre 2026 – proposta avanzata da Nuove Acque con il solito beneplacito dell’apparato tecnico dell’Autorità di Ambito: i burocrati superpagati dell’A.I.T.

Dunque per gli utenti, quest’anno,  prima le bollette sono rincarate del 20% , poi  il rincaro ridotto al 15%  a seguito della denuncia del Comitato sulla “stangata firmata dai sindaci” ma ora , con le nuove tariffe 2016-2019 ,  l’incremento viene riportato al 19%  , partendo ovviamente da gennaio. Come in una sorta di “gioco dell’oca”  prima si avanza di 20 punti, poi si arretra di 5 ma subito dopo si recupera avanzando di 4  : una pantomima veramente stucchevole e irriguardosa nei confronti di cittadini e imprese.

Riguardo poi all’impegno che i sindaci  si sono presi circa la proroga della concessione , accogliendo l’idea con favore e dichiarandosi pronti ad approvarla – magari prossimamente – non possiamo che dichiararci  stupefatti e indignati da  cotanta impudenza.

Pertanto, dando avvio  a tutti i necessari e possibili  approfondimenti sulla documentazione fornita ai sindaci -attraverso l’AIT – da Nuove Acque, il Comitato lancia un forte e accorato appello a cittadini,  famiglie e imprese perchè si mobilitino per far sì che quanto deciso in quello che è il primo livello decisionale – Conferenza territoriale- venga rivisto e modificato dai sindaci , prima dell’Assemblea AIT indetta per il  22 luglio,  tenendo nel dovuto conto la volontà e l’interesse  dei cittadini .

Se c’è bisogno di tempo per le opportune valutazioni tra sindaci e rappresentanti di  cittadini e imprese – e ce n’è – che venga rinviata l’Assemblea, per il tempo che occorre.

I cittadini sono stufi di far fare profitti con l’acqua  – un bene primario pubblico , quindi loro –  ai soci privati (francesi o romani)  di Nuove Acque, perciò  nessuna proroga della concessione e  intanto non venga approvato nessun  ulteriore  aumento delle tariffe!

Arezzo 13 luglio 2016                       Comitato Acqua Pubblica Arezzo

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